
mercoledì 28 ottobre 2026
Dio ride
Nel Seicento un frate che predica un Dio capace di ridere svuota le chiese e finisce davanti all'Inquisizione. Giovanni Veronesi dirige Pierfrancesco Favino e Silvio Orlando nel film che ha chiuso la Mostra di Venezia.
Al cinema
mercoledì 28 ottobre 2026
Dal 29 ottobre arriva nelle sale Dio ride, il nuovo film scritto e diretto da Giovanni Veronesi, presentato fuori concorso come film di chiusura dell'83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, il 12 settembre 2026 in Sala Grande.
La storia
Siamo nel cuore del Seicento. Mentre la Chiesa predica in latino un Dio distante e severo, Frate Leopoldo da Casamacchia parla di un Dio vicino agli uomini, capace perfino di ridere con loro. La sua parola, semplice e contagiosa, passa di villaggio in villaggio: migliaia di persone lo seguono e le chiese si svuotano. La voce arriva fino a Roma, dove Papa Innocenzo X affida il caso al cardinale Vincenzo Maculani, il più autorevole inquisitore del tempo. Il processo, però, si trasforma in un confronto inatteso, che incrina certezze ritenute incrollabili non solo per l'imputato ma anche per il suo giudice.
Il racconto è liberamente ispirato a fatti realmente accaduti.
Il regista
Pratese, classe 1962, Veronesi è stato uno dei protagonisti del rinnovamento della commedia italiana degli anni Novanta: sceneggiatore per Francesco Nuti e Leonardo Pieraccioni, poi regista di titoli come Manuale d'amore, L'ultima ruota del carro e I moschettieri del Re. Nel 2025 ha ricevuto un Nastro d'Argento per il documentario La Valanga Azzurra. Con Dio ride applica il suo registro ironico a un tema tradizionalmente grave, quello della fede e del potere religioso: una combinazione di leggerezza e serietà che il direttore della Mostra Alberto Barbera ha indicato come la ragione della scelta del film per la serata conclusiva.
Il cast
- Pierfrancesco Favino è Frate Leopoldo, una figura che l'attore ha descritto come quella di un giullare, tipicamente italiana e lontana tanto dal comico quanto dal clown;
- Silvio Orlando è il cardinale inquisitore Vincenzo Maculani;
- Carlo Cecchi è Papa Innocenzo X;
- Alma Noce (Isabella Del Debbio), Francesco Gheghi (il Fraticello), Maurizio Lombardi (Fra Monaldo) e Paolo Rossi (il Priore) completano il gruppo principale.
Dietro la macchina da presa
La sceneggiatura è firmata da Veronesi con Nicola Baldoni, Gianluca Bernardini e Nicola Deorsola, con la collaborazione di Paolo Portone e Jean Jacques Ilunga. La fotografia è di Maurizio Calvesi, le musiche di Paolo Buonvino, il montaggio di Patrizio Marone, i costumi di Carlo Poggioli e la scenografia di Carmine Guarino.
Le riprese si sono svolte in Toscana, con l'Alta Valdicecina tra i set principali: la Badia Camaldolese di Volterra, il Masso delle Fanciulle e Castelnuovo Valdicecina. Il film è prodotto da Indiana Production, Ogi Film e PiperFilm in collaborazione con Netflix, dura 114 minuti ed è distribuito in Italia da PiperFilm.
Il riso come domanda
Veronesi ha dichiarato che raccontare un passato lontano gli permette di parlare del presente: del prezzo della libertà, del rapporto tra le persone e il potere, del valore di saper dire no. Non a caso il regista ha richiamato Il nome della rosa, dove il riso è temuto proprio perché sottrae al potere la sua solennità. Con un tono che alterna ironia ed emozione, nel solco della commedia all'italiana, Dio ride pone una domanda che interpella anche lo spettatore credente: se la gioia possa essere una forma autentica di fede, e se la vicinanza di Dio agli uomini passi anche attraverso il sorriso.
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