Il corpo, la trama e la ferita: Couture di Alice Winocour

mercoledì 26 agosto 2026

Il corpo, la trama e la ferita: Couture di Alice Winocour

Angelina Jolie incontra lo sguardo rigoroso di Alice Winocour in Couture: ambientato tra la frenesia della settimana della moda parigina, il film rifiuta il glamour superficiale per addentrarsi nelle crepe dell'esistenza, l'alta sartoria diventa metafora di sutura ed elaborazione del dolore.

Al Cinema

mercoledì 26 agosto 2026

Un'autrice del corpo e del trauma

La regista francese Alice Winocour (Proxima, Revoir Paris) prosegue la sua indagine sul corpo umano inteso come territorio di vulnerabilità e resilienza. In Couture, l'atto del cucire — riparare, assemblare, nascondere le imperfezioni — lega il mondo dell'alta moda alla medicina. La narrazione intreccia le vite di tre donne: Maxine (Angelina Jolie), una regista americana che deve dirigere un grande evento stilistico mentre affronta la diagnosi di un tumore; Ada (Anyier Anei), una giovane modella africana; e Angèle (Ella Rumpf), una truccatrice con aspirazioni letterarie.



Angelina Jolie: una presenza sottratta

Lontana dagli stereotipi divistici, Angelina Jolie offre un'interpretazione sottovoce ed essenziale. Il suo personaggio crea una vibrazione quasi biografica con la storia personale dell'attrice, mettendo al centro del quadro la fragilità fisica di fronte alla malattia. Al suo fianco, un cast corale di grande spessore che include Vincent Lindon e Louis Garrel. 

Elementi d'interesse per il pubblico d'essai

  • Estetica materica: La fotografia di André Chemetoff predilige luci naturali e dettagli tattili su stoffe, pelle e cicatrici. 

  • Paesaggio sonoro: Le musiche di Anna von Hausswolff e Filip Leyman amplificano una sensazione di sospensione emotiva e d'avanguardia. 

  • Contro-campo sulla moda: Diversamente dal tono satirico o patinato di pellicole come Prêt-à-Porter o The Neon Demon, Winocour filma la moda come lavoro sartoriale e artigianale, riducendo lo spettacolo alla concretezza del gesto. 

Un'opera misurata e intima, capace di interrogarsi sulla dignità del riparare ciò che la vita disfa. 

 

Al Cinema