Don Costantino Vendrame è Venerabile

sabato 23 maggio 2026

Don Costantino Vendrame è Venerabile

Il 22 maggio 2026 il Santo Padre Leone XIV ha autorizzato la pubblicazione del Decreto sulla eroicità delle virtù del nostro confratello salesiano missionario don Costantino Vendrame, nato a San Martino di Colle Umberto (Treviso, Italia) il 27 agosto 1893...

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sabato 23 maggio 2026
(ANS – Città del Vaticano) – Il 22 maggio 2026 il Santo Padre Leone XIV ha ricevuto in udienza il Cardinale Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi. Durante l’udienza il Sommo Pontefice ha autorizzato il medesimo Dicastero a promulgare il Decreto riguardante le virtù eroiche del Servo di Dio Costantino Vendrame, Sacerdote professo della Società Salesiana di San Giovanni Bosco, nato a San Martino di Colle Umberto (Treviso, Italia) il 27 agosto 1893 e morto a Dibrugarh (India) il 30 gennaio 1957.

Don Costantino Vendrame nasce in una famiglia dignitosamente povera e di solidi valori cristiani, provata dalla malattia e da alcuni lutti. Fin da giovanissimo avverte la vocazione al sacerdozio ed entra, nel 1908, nel seminario della diocesi di Ceneda (Vittorio Veneto) per passare poi, nel 1912, tra i Salesiani di Don Bosco, a motivo dell’amore per le missioni e del desiderio di partire missionario.

Novizio nel 1913, professo temporaneo nel 1914 e perpetuo nel 1920, egli si forma alla vita religiosa attraverso il tirocinio pratico. La Prima Guerra Mondiale lo vede soldato esemplare nella fedeltà alla vocazione. Ordinato sacerdote il 15 marzo 1924 a Milano, riceve il 5 ottobre il crocifisso missionario a Torino, nella Basilica di Maria Ausiliatrice.

Parte quindi per il nord-est dell’India (Assam) e raggiunge Shillong il 24 dicembre 1924. Opera come missionario – e quasi sempre parroco – a Shillong-Laitumkhrah, Jowai, a Wandiwash nel Tamil Nadu (India del Sud) e infine a Shillong-Mawkhar, dal 1951 alla morte.

Don Vendrame diventa una figura leggendaria: missionario itinerante che percorre a piedi distanze immense per raggiungere i villaggi più lontani, facendosi “povero tra i poveri” e accettando col sorriso l’usura delle fatiche e i pericoli della vita apostolica; uomo di dialogo, che, con la sua carità attira migliaia di anime a Cristo, evangelizzando villaggio per villaggio, capanna per capanna. La sua figura era stimata non solo dai cristiani, ma anche da uomini di altre fedi religiose, che lo consideravano un vero “uomo di Dio”.

Costretto a un’interruzione forzata durante il Secondo Conflitto Mondiale, cittadino italiano sul suolo dell’Impero britannico, è recluso con molti altri dapprima sotto custodia dei Gurkha, poi a Deoli, infine a Dehra Dun; in quell’apparente immobilismo rivela una forza che consola e sostiene.

Colpito da artrosi anche alla spina dorsale e provato da dolori lancinanti sino allo svenimento, vive all’insegna di un’offerta totale gli ultimi mesi, ricoverato a Dibrugarh, muore nella vigilia della festa di san Giovanni Bosco: il 30 gennaio 1957.

I funerali sono un trionfo di fede e gratitudine. Lo aveva accompagnato, in vita, una diffusa fama di santità e segni, ed è stato paragonato a San Paolo, San Francesco Saverio, San Vincenzo de’ Paoli. Di lui fu detto: “Ricordiamo don Vendrame come un sacerdote che ci ha amato con il cuore di Cristo, caldo e umano, forte e fedele, pronto a dare la sua vita per noi”.

La notizia della venerabilità è stata accolta con grande gioia nel suo paese natale, San Martino di Colle Umberto, e dalla diocesi di Vittorio Veneto, che hanno sempre promosso e animato con grande passione la Causa di Beatificazione del loro concittadino.

Anche l’arcidiocesi di Shillong e la Famiglia Salesiana del Nord Est dell’India si rallegrano per questo riconoscimento che conferma una storia di grande azione missionaria e di santità vissuta con lo spirito apostolico di Don Bosco.

“La venerabilità di don Vendrame – ha dichiarato don Pierluigi Cameorni, Postulatore Generale per le Cause dei Santi della Famiglia Salesiana – è il riconoscimento di un missionario di speranza tra le genti. Attraverso il contatto personale ha trasmesso l’amore del Cuore compassionevole del Signore, convinto che ‘il Cuore di Cristo […] è il nucleo vivo del primo annuncio’ (Lett. enc. Dilexit nos, 32). Attingendo a questa fonte, ha portato con ardore apostolico la stessa consolazione di Dio, che abbraccia il mondo intero. Merita infine di essere ricordato che la venerabilità di don Vendrame viene riconosciuta durante la novena di Pentecoste e quella a Maria Ausiliatrice, che quest’anno coincidono. Don Vendrame, infatti, oltre che essere un ardente apostolo del Sacro Cuore, è stato un missionario docile all’azione dello Spirito Santo e un figlio devoto dell’Ausiliatrice, con lo spirito di Don Bosco”.

 

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