"Lo Straniero" secondo François Ozon

lunedì 18 maggio 2026

"Lo Straniero" secondo François Ozon

Presentato in anteprima mondiale in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, il film è già un cult istantaneo che unisce la fedeltà filologica al testo di Albert Camus con una sensibilità estetica del tutto moderna...

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lunedì 18 maggio 2026
Accettare la sfida di adattare uno dei testi letterari più importanti, letti e complessi del Novecento richiede un'enorme dose di coraggio cinematografico. Cinquantotto anni dopo il tentativo (non del tutto felice) di Luchino Visconti, il celebre regista francese François Ozon ha portato sul grande schermo la sua personalissima e acclamata versione de "Lo Straniero" (L'Étranger), confermandosi come una delle voci più audaci e costanti del cinema europeo contemporaneo.

Presentato in anteprima mondiale in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia e arrivato nelle sale italiane nella primavera del 2026, il film è già un cult istantaneo che unisce la fedeltà filologica al testo di Albert Camus con una sensibilità estetica del tutto moderna.

La Trama: L'indifferenza che condanna

Il film si apre con la celeberrima frase lapidaria del romanzo: "Oggi è morta mamma. O forse ieri, non so".

Siamo ad Algeri, nel 1938. Meursault (interpretato da un magnetico Benjamin Voisin) è un giovane e modesto impiegato, un colono francese che vive la propria esistenza in uno stato di totale apatia ed onestà radicale. Partecipa al funerale della madre senza versare una lacrime, il giorno dopo intreccia una relazione con la collega Marie (Rebecca Marder) e si lascia trascinare nei loschi affari del vicino di casa, il violento Sintès (Pierre Lottin).

La svolta tragica arriva su una spiaggia accecata dal sole d'Algeri: in una frazione di secondo dominata dalla calura opprimente, Meursault uccide un uomo arabo senza un reale motivo. Durante il processo, la giuria e la società non lo condanneranno tanto per l'omicidio in sé, quanto per il suo rifiuto di fingere un rimorso che non prova, marchiandolo come un "mostro" privo di anima.



Il Tocco del Regista: Tra Camus e i Cure

François Ozon (noto per pellicole come 8 donne e un mistero, Frantz e Summer of 85) compie un'operazione straordinariamente lucida. Invece di decontestualizzare la storia, decide di spingere lo spettatore dritto nell'Algeria coloniale degli anni '30, inserendo anche immagini d'archivio reali per sottolineare la spaccatura sociale dell'epoca.

Il regista esalta la componente esistenzialista e queer-inflected che spesso attraversa la sua filmografia, dipingendo Meursault come il reietto definitivo: un uomo che non vuole stare al gioco sociale delle ipocrisie. Curiosamente, la colonna sonora e le atmosfere strizzano l'occhio a suggestioni dark-wave e malinconiche (un chiaro omaggio ideale al brano Killing an Arab dei The Cure, ispirato proprio al romanzo), creando un contrasto pazzesco con la luce accecante della fotografia di Manuel Dacosse.



Premi e Trionfi: Il palmarès de "Lo Straniero"

Il passaggio nelle sale e nei festival internazionali ha trasformato la pellicola in un vero e proprio "asso pigliatutto" della stagione cinematografica:

  • I Premi Lumière (L'incoronazione): Considerati i Golden Globes francesi, assegnati da oltre duecento corrispondenti della stampa internazionale, i Lumière hanno decretato Lo Straniero come il Miglior Film dell'anno, consacrando la visione di Ozon.

  • I Premi César: Ai prestigiosi premi del cinema francese, la pellicola ha dominato la scena, ottenendo una pioggia di nomination (tra cui Miglior Regia e Miglior Attore a Benjamin Voisin) e portando a casa premi pesanti, tra cui quello per il Miglior Attore Non Protagonista a Pierre Lottin per il ruolo del tormentato Sintès.

  • Venezia: Nonostante la concorrenza spietata alla Mostra del Cinema, la critica internazionale ha fin da subito applaudito il film come uno dei rari esempi in cui la trasposizione cinematografica riesce a reggere il peso di un gigante letterario.

Il Cast delle Grandi Occasioni

Per la buona riuscita del film, Ozon si è circondato di alcuni dei migliori talenti della nuova generazione francese, molti dei quali già diretti in passato:

  • Benjamin Voisin (Meursault): Già lanciato da Ozon in Summer of 85, Voisin offre una performance d'altri tempi. Lavora sottraiendoti all'enfasi: il suo Meursault è impenetrabile, i suoi occhi esprimono l'assurdo e il distacco in modo raggelante ed empatico allo stesso tempo.

  • Pierre Lottin (Raymond Sintès): La sua performance energica e borderline gli è valsa il Premio César.

  • Swann Arlaud e Rebecca Marder: Completano un cast di contorno straordinario, capace di restituire la coralità e la pressione sociale che spingono il protagonista verso il patibolo.

Nota di merito: Il film riesce in quello che molti ritenevano impossibile: non annoiare parlando di apatia. Ozon trasforma l'inazione filosofica di Camus in un thriller psicologico ad altissima tensione emotiva.

Se amate il cinema che fa riflettere, che non offre risposte facili e che sfida le convenzioni morali, Lo Straniero di François Ozon è una visione imprescindibile. Un'opera potente che dimostra come i classici non muoiano mai, ma abbiano solo bisogno del regista giusto per tornare a parlarci.


 

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