ORATORIO DON BOSCO - San Donà di Piave

Verso cosa sto camminando?

del 22 febbraio 2019

Il Clan vive due attività all’insegna della Strada: essenzialità, fiducia, corresponsabilità e riflessione…

Il primo tema proposto dalla pattuglia strada è stato l’essenzialità, affrontato domenica 3 febbraio con una testimonianza. A parlare era Paola Vendrame, una Capo Scout del Friuli, che qualche anno fa ha deciso, assieme alla sorella, di tentare questa sfida: la salita sul Kilimangiaro, la montagna più alta dell’Africa.

La cosa che l’ha colpita subito è stata la grande accoglienza mostratale dalla guida della spedizione e dai portatori, in quanto, arrivati al campo base, si trovavano sempre tende montate, acqua calda per lavarsi e buon cibo. Durante la camminata verso la cima, fatta di notte, con l’alta escursione termica e il poco ossigeno, lei temeva di non farcela, ma l’affidarsi completamente alla guida l’ha portata a raggiungere il suo obiettivo. E la sensazione che ha avuto arrivando in cima, vedendo tutta l’Africa sotto di sé, è stata di pienezza e gioia: lei ha sentito che Qualcuno aveva voluto da prima che lei arrivasse lì e se ne sentiva immensamente grata.

Questa esperienza ha sicuramente incrementato la sua fede, aumentato la consapevolezza dei suoi limiti e possibilità, e portato positività perché si sentiva di poter fare tutto dopo un’esperienza simile.

“Cos’è per te l’essenzialità?” “Come la vivi nel quotidiano?” “Come la metti in relazione agli altri punti della Partenza, in particolare la fede?” Queste le tre domande poste da noi in seguito.

Secondo lei essenzialità è ciò di cui non possiamo fare a meno, ovvero Dio, perché è Lui che provvede a tutto il resto. L’essenzialità va vissuta in parole e pensieri, la vita va vissuta pienamente perchè è un dono… bisogna affidarsi completamente a Dio, scegliendo il Progettista per la nostra vita e non il progetto.

La nostra attività è proseguita la settimana successiva durante l’uscita. Domenica mattina abbiamo trattato innanzitutto la fiducia in sé stessi attraverso un’attività di ginnastica: l’obiettivo era fare dei giri di corsa, flessioni e addominali. Il motto: “quando pensi di non farcela più, fai un altro giro: credi in te stesso”.

A questo punto siamo passati alla fiducia nell’altro dividendoci a coppie/trii per fare un orienteering in città in quattro punti. Nel primo bisognava selezionare cosa non ci piaceva di noi stessi ed eliminarlo; nel secondo bisognava procedere bendati a turno, affidandosi completamente al compagno; nel terzo individuare cosa ci mancava e scriverlo in un foglietto; nell’ultimo riflettere sul Vangelo di San Paolo, riferito al cammino.

È arrivato poi il momento della catechesi, incentrato sul nostro cammino, in particolare su “Verso cosa sto camminando? Quali tappe importanti sento di aver raggiunto e quali invece si sono rivelate non buone per me? Con chi cammino?”. Le risposte erano molto diverse tra loro: è emerso il fatto che ognuno cammini da solo verso l’obiettivo più importante per lui e che fra gli obiettivi si cerchino soprattutto la definizione di sé nonostante la vita frenetica e le difficoltà, la sicurezza nella fede, l’autonomia, la pienezza…

Ora, abbiamo fatto un tiramisù. Perché? Rappresenta la corresponsabilità: solo se tutti avessero portato gli ingredienti richiesti, pur non sapendo a cosa sarebbero serviti, si sarebbe potuto fare il dolce. Allo stesso modo bisogna comportarsi in Clan e nella Strada, portando ognuno sé stesso per gli altri.

“E tu, sei consapevole di quando non ce la fai davvero e quando invece è un’illusione?” questa l’introduzione alla riflessione finale. Abbiamo poi analizzato a piccoli gruppi due immagini riguardanti il tema del viaggio; in entrambe si trovavano essenzialità, fiducia, comunità, difficoltà ma anche speranza.

In che cosa senti di dover camminare? In che verso credi che debba camminare il Clan?

Autore: Letizia Trevisiol e Maria Paulon

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