ORATORIO DON BOSCO - San Donà di Piave

Una nuova lettera dall'Etiopia

del 16 giugno 2020

Don Filippo Perin puntualmente ci scrive per raccontarci con passione e dettagliata precisione le novità del suo villaggio

Carissimi amici, come state?

Spero bene. Qui finalmente sono iniziate le piogge, il fiume Baro di Gambella, che poi va sul Nilo e che raccoglie tutte le acque di una zona molto grande dell’Etiopia, è già bello pieno. Anche qui a Lare tutto è già verde con l’arrivo delle piogge.

Tutta l’Etiopia è un po’ in ansia con l’aumentare dei casi di coronavirus, ad oggi siamo a 3.345, quasi 200 al giorno soprattutto nella capitale e 57 deceduti. Gli uffici pubblici e le scuole sono chiuse, ma il resto della vita continua, almeno qui a Lare. Speriamo che questo sia il picco di contagi e che d'ora in avanti la situazione possa migliorare.

Nella nostra regione solo un caso accertato finora: un Nuer proveniente dal sud Sudan, che dopo alcuni giorni di quarantena è stato trovato positivo. 

In questi mesi abbiamo sempre continuato a celebrare la santa Messa a Lare; il sindaco ha dato il permesso di continuare, non solo a noi, ma anche alle altre chiese protestanti e ortodosse purchè adotassimo le dovute precauzioni: niente scambio della pace, distanze di sicurezza, un'accurata pulizia delle mani prima della funzione.

Ieri abbiamo avuto la visita di don Aristide, direttore dei salesiani a Gambella e incaricato per le cresime nel nostro Vicariato. E’ stata una bella celebrazione durata dalle 9.00 alle 12.30 con 3 cresime, 11 comunioni e 18 battesimi. Davvero lo Spirito Santo è sceso abbondante. La gioia era tale che per qualche momento non siamo riusciti a tenere le distanze, ma poi tutto è andato bene.

In questo mese le attività della parrocchia sono diminuite anche se abbiamo continuato la visita alle famiglie, soprattutto a quelle che chiedevano di pregare insieme per il figlio ammalato o desideravano mostrarci qualche bisogno concreto o condividere qualche ora del pomeriggio…

Gli incontri in parrocchia procedono con qualche rallentamento: il gruppo del coro si trova con minor frequenza per preparare la Messa della domenica, così pure le donne e i bambini. Ciò è dovuto, in parte alla situazione di emergenza che stiamo vivendo, ma soprattutto al fatto che la gente è presa dai lavori agricoli: c'è da seguire l’orto, il campo di granoturco, bisogna togliere l’erba, proteggere le coltivazioni dagli animali....

                                        

Da parte nostra, cerchiamo di curare le relazioni, di entrare bene in contatto con le persone e quando ci riusciamo scopriamo un altro mondo, un altro modo di ragionare, di sentire, di vedere la realtà, di provare sentimenti... un’altra cultura, appunto!

All’inizio sembra che la differenza tra le due culture sia forte e che la nostra cultura sia migliore in tutto, ma più si sta insieme, più ci si frequenta e ci si conosce, più si scoprono valori comuni che noi abbiamo semplicemente dimenticato o  messo da parte o che viviamo solo in superficie: l’accoglienza, la famiglia, la fede, il sacrificio, il rispetto per la vita... E viceversa, ovvviamente.

Tuttavia l’estrema povertà, la mancanza di educazione a scuola come in famiglia, l’assenza della figura paterna possono portare ad essere egoisti: dare qualche cosa gratis, anche solo in termini di tempo, a qualcuno estraneo alla propria famiglia o al proprio clan, può essere molto difficile.

Combattere questa tentazione è una bella sfida, soprattutto a livello cristiano. Ciò ci incoraggia a creare comunione e unità all’interno della Chiesa, ad alimentare la solidarietà e l’aiuto reciproco tra i vari gruppi.

Per questo vi chiedo una bella preghiera. Noi continueremo a ricordarvi per la difficile situazione che state vivendo, di cui anche noi cominciamo, purtroppo, a fare esperienza.

Intanto un saluto e a presto

Abba Filippo

 

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