ORATORIO DON BOSCO - San Donà di Piave

Un ultimo saluto al prof. Marcon, docente storico del CFP

del 18 maggio 2022

Uomo colto e ingegnoso, ha insegnato ai nostri studenti le leggi della fisica e soprattutto a sognare.

 

Amava l’uomo e amava il firmamento. Gianfranco Marcon era una persona eccezionale, animata da grandi passioni. In primis, l’insegnamento.
A partire dal 1963, aveva ricoperto per una decina d’anni la cattedra di Matematica e Fisica al Centro di Istruzione Professionale del Basso Piave con sede all’Oratorio don Bosco. Alcuni suoi ragazzi, ormai affermati professionisti in pensione, lo ricordano come docente competente ed esigente, cui era difficile strappare un bel voto. Ma proprio per questo la sua approvazione era importante e regalava tanta soddisfazione.
Dal canto suo, Gianfranco Marcon conservava un caro ricordo della scuola salesiana che gli aveva sempre lasciato “ampia libertà d’insegnamento” e che riconosceva ottima sia sul piano tecnico che educativo.

Ripercorro oggi con commozione, in prossimità della sua scomparsa, l’intervista che mi aveva concesso tanti anni fa, sul finire del 2003. Com’era sua consuetudine, si era aperta con un largo sorriso accompagnato da un calice di vino rosso, frutto della generosità delle sue terre; un’offerta che era impossibile rifiutare perché premessa necessaria per creare un contatto. Un tocco tanto insolito quanto delicato.
In quell’occasione aveva recuperato dalla sua vivida memoria alcune figure importanti del mondo salesiano del tempo: da don Cariolato, primo consigliere scolastico, a don Nicola Pelizzon che definiva scherzosamente “il cerbero” perchè, a differenza del primo, si mostrava irreprensibile nel far rispettare il regolamento scolastico. Chiuso il portone dell’oratorio - mi raccontava con impeto e buona gestualità - i ragazzi erano costretti a passare per la chiesa (qualcuno di certo avrebbe voluto svincolare) e poi tutti in classe! Durante le ore scolastiche nemmeno i bambini più piccoli potevano accedere al cortile per impedire qualsiasi distrazione.
Con accorata nostalgia la sua attenzione si era poi spostata su don Piero Prez, salesiano di bassa statura ma di grande cultura umanistica che “sapeva diffondere il cristianesimo stando lontano dal bigottismo”. Con lui condivideva la passione smisurata per la musica operistica.
Del collega di chimica don Giuseppe Scaranto elogiava la straordinaria capacità nel suonare la fisarmonica nonché quella di individuare, fra i tanti ragazzi, i più intonati ( “nessuna bella voce gli sfuggiva”) per formare un coro di voci maschili in grado di far vibrare le vetrate della chiesa.

Il padre Virgilio, prima di lui, era stato insegnante di disegno nella scuola salesiana, che inizialmente trovava collocazione al primo piano dell’ala vecchia dell’oratorio che andava a morire con il teatro e al pianterreno dell’adiacente ala prospettica. La personalità eclettica di un professore tanto colto, le sue lezioni chiare e vivaci, suscitavano negli alunni curiosità e interrogativi profondi. L’amico d’allora Mario Moretto ricorda con ammirazione il suo grande interesse per il cielo e la straordinaria capacità di trascinare allievi e colleghi in questa passione che trovava radici lontane.

Dall’illustre genitore, che aveva conquistato in modo autonomo un tale bagaglio di conoscenze, Gianfranco Marcon aveva ereditato l’amore per il mondo misterioso delle stelle. Interesse che aveva in seguito motivato il suo pieno impegno nell’attività artigianale di famiglia, ora azienda leader a livello mondiale nella fabbricazione di strumentazione destinata agli osservatori astronomici. Basti pensare alle prestigiose collaborazioni con l’Enea per le ricerche in Antartide, con la NASA, con l’università californiana per lo studio della teoria del Big Bang.

Accade qualcosa di magico quando si volge gli occhi al cielo per scrutarne i particolari attraverso il telescopio, anche se semplice come quello di Galileo. E’ come se i problemi quotidiani sparissero assorbiti dalla maestosità dell’Universo che unifica ed illumina le sorti degli uomini di tutte le generazioni.


Anche per questo siamo grati al prof. Gianfranco Marcon. Gli siamo grati per averci insegnato a guardare oltre gli orizzonti ridotti del nostro quotidiano, a vivere la vita con passione e con tenacia, a cogliere sfide sempre più grandi …perché il nostro destino ha il sapore della scoperta e i confini dell’infinito!


Wally Perissinotto

 

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