ORATORIO DON BOSCO - San Donà di Piave

Un passo per il mondo che cambia

del 06 settembre 2019

La Route del Clan quest’anno si svolge all’insegna dell’ambiente: non solo tema ma anche servizio…

Il Clan quest’estate ha svolto la Route a Cibiana di Cadore dal 12 al 17 agosto, alternando i primi tre giorni di servizio con i restanti di cammino, seguendo come tema generale l’ambiente.

Abbiamo scelto proprio Cibiana perché il Cadore è stato fortemente segnato dalla tempesta “Vaia” dello scorso inverno: i sentieri del monte Rite sono ad oggi dissestati, in alcuni punti impraticabili, con grandi alberi sradicati e caduti… per cui, abbiamo voluto impegnarci nella sistemazione di questi sentieri, al fine di rendere un servizio al nostro ambiente.

Partiti da San Donà lunedì mattina, siamo arrivati a Passo Cibiana e ci siamo rimboccati subito le maniche! Mentre due di noi erano a fare un sopralluogo con l’assessore all’ambiente e i responsabili del CAI per definire le zone e il tipo di lavoro da svolgere, abbiamo montato le tende. Appena dopo pranzo ci siamo riuniti per fare il punto della situazione, suddividendoci in gruppi di lavoro: sistemazione della prima ceppaia, allargamento sentieri e rifinitura generale. AXlarge u8kiqpl questo punto, armati di picconi, seghe, badili, vanghe, accette e forbici da viti, ci siamo incamminati; dopo circa 45 minuti, dato che il primo tratto di sentiero era già stato sistemato dal altri scout, abbiamo cominciato a lavorare, mettendoci in contatto con quell’ambiente che sarebbe stato la nostra casa per i successivi giorni. Nel complesso, questo schema di lavoro è stato mantenuto anche nelle giornate successive, integrato da opere più specifiche quali la creazione di scalini in alcuni punti molto scivolosi, canalette di scolo, un piccolo ponte, il taglio di un tronco per rendere nuovamente agibile il passaggio, la messa in sicurezza delle zone delle ceppaie, la chiusura delle scorciatoie create a sostituzione del sentiero inagibile e la delimitazione con sassi e tronchetti dei sentieri in modo da renderli visibili. 

Fortunatamente, non abbiamo riscontrato particolari difficoltà nello svolgimento di questo servizio, a parte magari prendere il ritmo il primo giorno, ma niente di che. Possiamo sicuramente affermare di essere soddisfatti del nostro operato: c’era un clima molto bello e propositivo di comunità e si respirava proprio lo spirito di servizio, tanto che i passanti, accorgendosi di noi, ci erano profondamente grati e riconoscenti… uno di questi, in particolare, ci ha pure regalato della cioccolata! 

Immersi nell’ambiente non solo fisicamente, ma anche spiritualmente, lo abbiamo approfondito anche dal punto di vista religioso seguendo due differenti filoni: principalmente l’enciclica “Laudato sì” di Papa Francesco, da cui si è sviluppato il tema del custodire.

Quest’ultimo veniva introdotto la mattina e ripreso la sera, accompagnandoci tutta la giornata; era sviluppato secondo un continuo climax a partire da io e me stesso, passando per io e gli altri e io e il creato, per arrivare a io e Dio. Dai salmi letti e domande provocatorie nascevano riflessioni e attività ritagliate sui temi proposti…

“«Di fronte ai bisogni del prossimo, siamo chiamati a privarci di qualcosa di indispensabile, non solo del superfluo» ha detto Papa Francesco durante un Angelus. Abbiamo trovato qualcuno a cui donare qualcosa di noi? Qualcosa di non superfluo?” “Quando ti senti parte della natura? Quando te ne senti distaccato?”  “Cosa faccio io per curare il mio rapporto con Dio? Cosa dimenticherei, cambierei, rinuncerei, stimerei, …?”

Dall’altro lato, nella trattazione dell’enciclica ci siamo fatti aiutare da don Roberto, esperto conoscitore del testo e dei suoi obiettivi specifici; l’abbiamo incontrato sabato 20 luglio per un’infarinatura generale sui temi dell’opera in grado di fornirci una chiave di lettura critica e veritiera. Il messaggio che ci trasmette è “prendere a cuore” i problemi ambientali e sociali che ogni giorno affliggono la Terra, imparare a sentirsi creature al pari livello di tutte le altre, allontanarci così dallo scopo utilitaristico del creato verso una visione più umana.

Durante la Route abbiamo analizzato un capitolo al giorno, focalizzandoci su un particolare sottotema – inquinamento, consumismo, relazioni umane, natura e mondo, natura e tecnologia – la cui trattazione era poi integrata da attività dinamiche.

Per quanto riguarda il tema, il percorso è iniziato qui, con due attività volte a trattare il cambiamento climatico nella nostra zona e in particolare lungo il Piave. Nella prima vi è stato un “ripasso” generale sul fiume e sugli eventi più importanti che l’hanno visto protagonista nella storia, nella seconda invece abbiamo incontrato il Consorzio di bonifica del Veneto Orientale, approfondendo gli effetti locali del cambiamento climatico riguardo le precipitazioni, l’innalzamento del livello del mare, l’innalzamento delle temperature e l’impatto sull’agricoltura. Raccolte queste informazioni, abbiamo proseguito il nostro percorso lungo il Piave arrivando quindi a Cibiana. Poco prima di partire abbiamo trattato il cambiamento climatico legato all’alluvione dello scorso inverno attraverso un video-testimonianza, in modo tale da inserirci già nell’atmosfera di servizio dei primi giorni. Nei giorni successivi, partendo da un’analisi attraverso un gioco dei cambiamenti climatici in quelle zone, abbiamo poi declinato la tematica in tre ambiti:

  • Politica, attraverso la testimonianza dell’ex sindaca Luciana Furlanis; come inventarsi delle idee di sviluppo e turismo sostenibile in un paese così piccolo e forse poco attrattivo? Si era sentito l’effetto del cambiamento climatico nelle manifestazioni di Vaia?
  • Economia, mediante l’incontro con Christian Forte – un giovane apicoltore di origini veneziane che da anni si dedica alla fabbricazione completamente biologica del miele e dei suoi derivati – e un dibattito, volto a confrontare le tesi a sostegno o a sfavore di un’economia sostenibile.
  • Società, con una riflessione tratta dal libro “Evoluzione. Riflessioni postume di un Australopiteco” di Paolo Silingardi… «Mi permetto però di farvi notare che non esiste in natura il concetto di crescita infinita. C’è sempre un limite: di risorse, di spazio, di tempo. Voi il concetto di limite proprio non lo comprendete: ma quando l’avete perso, vorrei sapere?»

Giovedì mattina, terminato il nostro servizio, zaini in spalla e si parte! Durante la mattinata abbiamo risalito il nostro sentiero fino a raggiungere il “Museo delle nuvole” di Messner, sulla cima del monte Rite. Dalla cima si vedeva la vallata sottostante con tutto il panorama delle Dolomiti, con il Monte Pelmo, il Civetta, la Marmolada, l’Antelao, … una vista letteralmente mozzafiato!

Abbiamo poi cominciato a scendere raggiungendo il rifugio Talamini giovedì pomeriggio e la Malga Ciauta venerdì sera; allo stesso tempo, le ragazze del terzo anno, presa la partenza, si sono dirette a Casera Cercenà. Infine, sabato mattina ci hanno raggiunti e insieme siamo finalmente arrivati all’Agriturismo Talamini di Vodo di Cadore, dove ci attendevano i genitori.

Cosa ci portiamo a casa? Una sfida, quella di portare nella nostra quotidianità e nel concreto ciò che abbiamo vissuto e trattato, per lasciare il mondo migliore di come l’abbiamo trovato…

Autore: Letizia Trevisiol e Maria Paulon

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