ORATORIO DON BOSCO - San Donà di Piave

Sui passi dei Santi: San Francesco, Santa Rita e San Benedetto

del 30 aprile 2019

Pellegrinaggio Comunità CAIO: cosa ha spinto un gruppo di famiglie, accompagnate da un salesiano, partire il 25 aprile Festa della liberazione, in pellegrinaggio a Greccio, Cascia, Roccaporena, Norcia?

La curiosità di conoscere i luoghi dove sono vissuti questi santi: San Francesco, Santa Rita e San Benedetto, persone semplici, che attraverso la loro fede in Dio, hanno contribuito al cambiamento della società e della chiesa di allora, dell’Italia, dell’Europa.

Ognuno di noi è partito da casa con nel cuore una preghiera, una richiesta, anche il desiderio di un miracolo  per sé, per la sua famiglia, per gli amici, per i colleghi, per i confratelli. Affidando a questi Santi le nostre situazioni, i nostri problemi, le nostre croci, abbiamo condiviso le nostre vite, abbiamo percepito il significato di comunità, ognuno è stato prezioso, con una parola, con un gesto, con un sorriso, una battuta, una barzelletta, nell’organizzazione e prendendoci cura uno dell’altro si è creato un clima familiare che ci ha fatto sorvolare i limiti, i ritardi, i disagi.

E cosa dire di Pier, Marco e Benedetto, gli unici bambini della comitiva, che oltre ad abbassare la media, hanno partecipato a tutti i momenti di preghiera, le messe, le spiegazioni delle guide, i viaggi in pulmino con molta pazienza, da essere d’esempio anche a noi adulti ogni volta avevamo la tentazione di lamentarci.

A Greccio abbiamo visitato il convento dove San Francesco la notte di Natale del 1223 volle rappresentare con un presepe vivente, la Natività, come esplicitazione di povertà e semplicità da una parte e carità e amore fraterno dall’altra.

Lo stupore davanti alla potenza delle cascate delle Marmore ci ha lasciati tutti a bocca aperta ,…ma anche tutti bagnati.

Anche Spoleto, con la sua Rocca, è stata la conferma che la storia che ci precede afferma il bisogno dell’uomo di lasciare un segno, una traccia del suo passaggio perché il mondo possa godere di tanta bellezza.

A Cascia abbiamo conosciuto una Santa che è stata moglie, madre e infine suora, cosa che ha colpito molto noi donne, perché ogni condizione che ha vissuto era prima di tutto un atto di amore dedicato a Dio.

Anche Roccaporena, la via crucis fatta in silenzio ci ha portato nel luogo in cui lei era solita pregare, mi ha commosso, perché al momento finale, in cui don Massimo ha recitato la preghiera dietro il santino che le suore ci avevano consegnato, si è alzato un leggero vento, come se lo Spirito Santo ci accompagnasse.

A Norcia, dopo il dolore nel vedere la Basilica di San Benedetto e il monastero distrutti dal terremoto, ci siamo spostati fuori le mura, dove i padri benedettini vivono in un nuovo monastero formato da due prefabbricati, uno adibito a chiesa dove abbiamo celebrato la messa, l’altro dove loro vivono. Nonostante il terremoto e i disagi che questo comporta i loro volti trasmettevano una letizia contagiosa.

Cosa mi sono portata a casa di questi giorni?

Che Dio unisce, che rende possibile l’impossibile, che anche nelle avversità è possibile gioire e che si serve di uomini e donne innamorati di Lui per testimoniarlo.

Autore: I pellegrini

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