Perchè recuperare la Storia dell’Oratorio?
In un mondo che si misura sempre più sul presente, che stenta a guardar lontano, diventa indispensabile riallacciare il legame con il passato per recuperare dalla Storia i valori, le testimonianze, gli insegnamenti che ci permettono di edificare al meglio la realtà che stiamo vivendo. Solo ciò che si conosce, infatti, si può comprendere, apprezzare ed amare veramente. Questo risulta vero per la nostra storia personale, ma anche per quella comunitaria.
La storia dell’Oratorio don Bosco affonda le sue radici nel primo dopoguerra, fra le rovine di un paese defraudato del suo stesso passato. Con la premura di un padre il giovane arciprete, don Luigi Saretta, individua, fra le tante necessità del momento, l’urgenza di dare una famiglia allo stuolo di ragazzi lasciati in balia di se stessi e confida nell’intervento dei Figli di don Bosco. Dopo una lunga e faticosa trattativa, i primi Salesiani arrivano a San Donà il 24 Settembre del 1928, ospitati provvisoriamente all’orfanotrofio, l’attuale istituto Saretta. Quando a novembre del 1930 l’oratorio apre le porte, ciascuno lo sente come “casa propria” perchè tutti hanno contribuito alla realizzazione dell’opera: in primis i ragazzi che sono passati di casa in casa per chiedere “l'offerta per un mattone”, poi i tanti giovani che si sono alternati per sistemare il terreno, i ricchi proprietari terrieri che hanno sostenuto finanziariamente l’opera e le tante mamme che si sono date da fare per pulire gli ambienti e recuperare qualche capo di vestiario. Dopo la pausa dettata dalla guerra, l’opera acquista nuovo splendore grazie al dinamismo di un direttore straordinario, don Domenico Moretti, che conquistato dalla vivacità del cortile, definisce l’Oratorio di San Donà “l’Oratorio più bello del mondo”. La forte accelerazione impressa dagli anni Settanta apre l’oratorio a nuove prospettive: si consolidano le associazioni, che accolgono i giovani di entrambi i sessi, e si promuove l’impegno missionario e sociale. Nel tempo l’oratorio modella la sua fisionomia continuando ad emergere per vitalità e ricchezza di proposte. Nella complessità dell’oggi, si presenta come un ambiente dinamico, accogliente e propositivo... un oratorio sempre il “più bello del mondo” perchè capace di custodire con quotidiana fedeltà lo spirito di don Bosco. |
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