ORATORIO DON BOSCO - San Donà di Piave

Luglio 2019 - Giampietro fotografa la soddisfazione di don Massimo e don Silvio per il loro arrivo in terra argentina

Seguiamo don Massimo in America Latina

del 23 luglio 2019

Cronaca di viaggio del nostro direttore, don Massimo Zagato, in questi giorni in Argentina per visitare, conoscere ed aiutare alcune Case salesiane del Paese.

 

Carissimi lettori e amici dell’Oratorio, 

abbiamo il piacere di presentarvi il resoconto della prima parte del viaggio del nostro direttore, don Massimo Zagato, in questi giorni in Argentina per visitare, conoscere ed aiutare alcune Case salesiane dei quartieri più periferici della capitale e delle principali metropoli di quel Paese. Lo facciamo attingendo alle informazioni puntuali, dettagliate e partecipi di uno dei suoi compagni di viaggio, Giampietro Pettenon, attualmente presidente dell’associazione Missioni Don Bosco nel Mondo di Torino. Con lo sguardo attento di chi sa cogliere il cuore della realtà che gli sta dinnanzi, così fotografa, con abile maestria, questa Terra lontana cui ci lega molto, essendo stata patria di speranza per molti connazionali che lì vi emigrarono, a cavallo tra l‘800 e il ‘900, alla ricerca di pane e di lavoro.

 

“Questo lungo viaggio in aereo - 14 ore di volo - ha un sapore del tutto particolare perché ha avuto come città di partenza e di arrivo le stesse dei primi missionari salesiani che nell'autunno del 1875 ricevettero il crocifisso nella Basilica di Maria Ausiliatrice a Valdocco e furono inviati da Don Bosco in Argentina. (…)

L'Argentina è una terra grande, bella e varia. Siamo passati dalla capitale Buenos Aires al centro del paese, a Cordoba, e da qui in auto ci siamo spostati fino a Rosario, sul fiume Parana’. (…)

Fra le tante case salesiane che abbiamo visitato, alcune delle quali gestite completamente da laici ben preparati ed innamorati del carisma salesiano, la parrocchia "Don Bosco" in un quartiere periferico a sud di Buenos Aires. 

Una parte del quartiere è costituita da case piccole e dignitose. C'è poi una zona bassa, una cava da cui hanno tratto il materiale per costruire l'autostrada vicina, che progressivamente si è popolata di gente senza nulla... ne è nato un secondo quartiere popolato ora da circa 60 mila persone che vivono in condizioni disumane in cui i bambini giocano in mezzo a cani randagi, topi e maiali che circolano liberamente su mucchi di spazzatura, un acquitrino perenne sulla parte più bassa della cava... attraversare questo quartiere è ricevere un pugno allo stomaco che lascia senza fiato! 

   

    Argentina, terra di contrasti

I tre salesiani della comunità che anima la parrocchia sono persone semplici e dirette. Vivono in una casa poverissima dove è difficile trovare qualcosa di superfluo. Sono poveri tra i poveri. (…)

Fra le tante attività - continua nel suo diario di bordo Giampietro Pettenon - gestiscono un centro di accoglienza diurno per giovani che fanno uso di droghe, non le droghe che conosciamo noi. Questi fumano i residui tossici della lavorazione della cocaina, aspirano i vapori del gasolio, si versano gocce di alcol denaturato sugli occhi perché viene assorbito subito dal sangue ed entra in circolo, provocando stordimento quasi immediato. Situazioni così lasciano senza parole...

          

Zibaldone di immagini

Nell'opera Sant'Antonio di Padova a Cordoba abbiamo conosciuto Juan Pablo, un giovane con un sorriso timido - di 28 anni, che non dimostra affatto - che coordina un lavoro straordinario.

È responsabile del centro di formazione professionale frequentato da 400 persone (giovani e adulti disoccupati) che cercano di raggiungere una professionalità in grado di inserirli nel mondo del lavoro. I corsi sono del tutto gratuiti affinché nessuno possa dire che non ha avuto almeno una occasione per farcela.

   

  Case salesiane in Argentina

Oltre alla formazione professionale, Juan Pablo è anche il direttore dell'oratorio che durante la settimana è aperto ai ragazzi del doposcuola e nei fine settimana con le attività ricreative  e dei gruppi formativi. Proprio con i ragazzi dei gruppi formativi va anche nel barrio-villa, fra i gitani e i più poveri per fare animazione di strada, coinvolgendo i ragazzi in quello che a loro piace: sport, clownerie, numeri acrobatici da circo.... Sono le occasioni per un contatto, la conoscenza delle persone e la confidenza, che porta ad aprire il cuore... “.

Aspettiamo con ansia il prossimo bollettino di viaggio che ci aprirà le porte di un Paese altrettanto affascinante e tormentato: l’Ecuador!

a cura di Wally Perissinotto

SEGUICI SUI SOCIAL

 

       

 

ORATORIO DON BOSCO  - via XIII Martiri, 86 - 30027 San Donà di Piave (VE) - Tel. 0421 338911