CAMPO SCOUT 2012 IN: GRANDE CAPO DICE... Che campo! Che campo! Accompagnato fin dall'inizio da un Pulcino Pio e terminato con un Lil Angel straziante... Già da queste poche informazioni si possono intuire le avventure che hanno decorato le due settimane trascorse a Lenzumo, in Trentino Alto Adige, dai reparti Mizar e B.P. Davanti agli occhi di una sessantina di scout si aprivano ogni giorno bellissimi panorami dettati dall'imponenza di montagne che incorniciavano una vasta piana d'erba. Dopo i primi tre giorni già la pianura si ritrovava tappezzata da tende e angoli indispensabili per la sopravvivenza dei ragazzi. ...Ragazzi? O indiani? "Grande capo dice... Augh!" ecco cosa dimenticavo: l'ennesima cantilena che riempiva lo stacco tra Mr. Pio e il grande Lil Angel. Ogni sera il fuoco era animato da un gruppo di indiani stravaganti che, tra canzoni, giochi e gag di tutti i generi, sonorizzavano con grosse risate la notte prossima a venire. Alla mattina dopo una colazione benefica e lo svolgimento dei servizi, il campo procedeva con un programma MOLTO a sorpresa che i capi scout svelavano di giorno in giorno. Sulle prime battute subito missione di reparto con destinazione Lago di Ledro. Un bagno alternato da tuffi ghiacciati e poi in marcia di nuovo verso casa. La mattina seguente veniva annunciata la missione di squadriglia e i reparti, stupiti dalle decisioni massacranti dei propri capi, si piegavano volentieri al loro volere e, stanchi ma divertiti, si incamminavano verso una nuova esperienza. I giorni sfilavano veloci, senza quasi dare il tempo di dedicare qualche pensiero a casa. C'erano innumerevoli attività da svolgere, piatti da cucinare e, soprattutto, da lavare. Più il tempo trascorreva, più i giovani scout venivano a contatto con la natura tanto da poterne condividere l'odore, e la possibilità di liberarsene sotto l'acqua si presentava due volte a settimana, più o meno. Acqua calda tra l'altro... Ma quanto siamo spiritosi. Insomma, due settimane sembravano davvero un abisso di giorni al momento della partenza ma una volta vissute non lasciavano nemmeno il tempo di revisionarle. Gara di cucina, hebert, missioni, grande gioco (durato dalla sera alla mattina seguente con tanto di turni notturni! ...Roba seria!), assalto alla cambusa (...Che busa!), giornata autogestita, deserto, salto del fuoco, hike... esperienze chiuse saldamente nel nostro cuore e nel nostro animo, indelebili nella nostra memoria, indispensabili alla nostra crescita e maturazione personale. Ogni ostacolo incontrato per strada è stato affrontato e, stringendo la mano dei nostri compagni, lo abbiamo sorpassato tutti insieme. Un fuoco vivo di fronte a noi e una costruzione salda che ci scrutava dall'alto sono soddisfazioni che ci rendevano entusiasti e vivi. Invitare a cena i capi e notare la loro espressione soddisfatta nell'assaggiare una pasta ben cotta, riuscire a nascondere delle caramelle senza esserne privati alle ispezioni, mangiare di nascosto tè, vincere un totem jolly, uscire vivi da un grumo, mettersi in gioco, riconoscere la propria tenda come migliore amica e la squadriglia come una famiglia, arrischiarsi a lanciarsi in un'acqua gelida come quella del lago di Ledro, stuzzicare i capi mentre dormivano rilassati sotto il sole, cantare nostalgici della musica di casa ma contenti di assaporarne di nuova, uscire vittoriosi da un bagno largo un metro quadrato... Quante piccole, ma in fondo grandi, immagini impresse nella nostra mente; quante frasi e ricordi incisi in quel quaderno di bordo che ogni anno continua a riempirsi, stupito dalle meraviglie di cui si riconosce il protettore... Non finiremo mai di stupirci! Mai, finché continueremo a lanciarci in queste magiche avventure dettate dal moto scout: ESTOTE PARATI!
OLIMPIADI di S. MARIA CITY Johnny Glamour, per la prima volta a Santa Maria di Piave, presenta a una banda sgangherata di scout personaggi di cui è difficile scordare il nome: la regina d'Inghilterra con i vari parenti, Usain Bolt e Federica Pellegrini. L'entrata di ogni celebrità è ricca di colpi di scena: si passa da un vestito rosso Valentino (NB non il solito giallo!) indossato dalla regina stessa che si presenta elegante su una "rudimentale carrozza", a una fiaccola tenuta dai due atleti. Se la passano di mano in mano e avvicinandosi agli spettatori portano con sé anche l'inizio delle Olimpiadi 2012! Lupetti, esploratori, guide, noviziato e clan si dividono in cinque squadre rappresentanti i cinque continenti e partono poi verso le sfide distribuite per tutta l'area del campo che è l'ambientazione olimpionica londinese. Le sfide sono molte, difficili, ardue e.. beh, divertenti! Dopo cena un fuoco eccitato attira a sé i vari continenti che si presentano gli uni agli altri e, in una battaglia perenne contro un esercito di odiose zanzare, ne esce una bellissima serata. Verso le ore ventitré la maggior parte della gente viene condotta verso i propri sacchi a pelo mentre il fuoco continua a scoppiettare per i protagonisti della Veglia che precede le Promesse della mattina fatidica. Finita colazione si procede con lo smontaggio delle tende e il riordino della casa da parte dei lupetti, dopodiché le Promesse attirano molti genitori armati di macchine fotografiche e di sorrisetti soddisfatti. Celebrata la Santa Messa, si procede con la seconda parte delle sfide olimpioniche, questa volta a partecipare sono anche i genitori che durante un mastino "acceso", un po' imbarazzati ma a dir poco divertiti, si ritrovano a saltare sulle spalle dei loro coetanei tirando fuori un'aggressività che sembrerebbe repressa... Questi esibiscono successivamente il pranzo tanto atteso (almeno personalmente) e una volta essersi riempiti la pancia e preso il sole per una buona mezz'ora, si proclamano le squadre vincitrici. Dopo il quadrato finale rotto dal classico Voga, ognuno si dirige verso casa portando con sé l'esperienza di una bellissima uscita accompagnata dall'immagine di una regina d'Inghilterra alle prese con una carriola. Silvia Lo Castro -Cervo Straordinario -
VITA DA GUIDE. Ovvero: cosa facciamo quando ci vedete girare indaffarate per l'Oratorio.
Le vedi, vestite di blu come puffette e con il viso arrossato dalla fatica, girare indaffarate per l’oratorio; andare a destra e a sinistra, camminando spedite e serpeggiando tra la gente che invade ogni domenica mattina l’oratorio. Sono proprio belle, piccole donnine al lavoro. Alcune hanno macchina fotografica, oggetti vari e un abat-jour tra le mani; altre combattono con fasciature e garze indomabili che svolazzano loro tra le braccia; qualcuna monta in macchina in tenuta da lavoro e parte per chissà dove; alcune ancora si spremono le meningi per trovare qualche buona idea su cui scrivere un buon articolo. Con il fazzolettone che penzola al collo, puzzolente e mai lavato dalla prima promessa, le guide si aggirano laboriose per l’oratorio Don Bosco, ognuna con un obbiettivo in testa da portare a termine: la realizzazione della propria impresa. In questo periodo dell’anno ogni squadriglia si è infatti molto impegnata per concretizzare i doveri presi durante il Consiglio della Legge antecedente alla messa in opera delle proprie imprese. Ogni guida si è resa partecipe con ogni possibile sforzo, dal più piccolo al più difficile, coordinando le proprie compagne o anche semplicemente ascoltando gli ordini dati senza lamentele. Collaborazione, impegno e determinazione: come condire una buona impresa! Vediamo la squadriglia Condor, per esempio, domare una buona macchina fotografica cogliendo i soggetti più bizzarri protagonisti poi della mostra che verrà intitolata “Realtà Distorta”. La osserviamo divertirsi nel posizionare gli oggetti nelle pose più strane, cambiare la luce degli scatti, spostare l’inquadratura e premiare il proprio lavoro mangiando le caramelle decorazione di alcune fotografie. La squadriglia Pantere è intenta a fasciare le proprie compagne con garze e bende chiedendo consigli a Poppi o a Claudio Cereser. E’ determinata a imparare l’arte dell’infermeria e per farlo si trasferisce spesso in ospedale per studiare da vicino il mondo che incornicia la sua impresa. Al termine ci dimostra il suo progresso con sorrisi che arrivano a toccare il cielo: ha imparato ad affrontare le varie emergenze nella vita quotidiana in montagna, le fasciature, come prevenire un incidente o chiamare un numero di soccorso. Le Antilopi realizzano invece un giornalino prossimo a sfondare le classifiche, si intitola “La Voce delle Guide” e per pubblicarlo hanno chiesto il preziosissimo e fondamentale aiuto di Pietro Cuzzolin. In esso hanno confrontato le abitudini e tradizioni diverse che caratterizzano ogni reparto E/G contattando per la documentazione Elena del Rolo 1, Federica del Brescia 5 e Ilaria di Montecchio Maggiore. Infine vediamo la squadriglia Linci evaporare sotto un sole cocente ad ogni attività e riunione per mettere a punto il loro futuro, nonché quello che utilizzeranno poi al campo estivo, angolo. Ogni giorno salgono in macchina e partono per Chiesa Nuova destreggiandosi con pali e cordini. Il risultato finale è uno splendido e comodo angolo con tanto di “doppie panchine”, resistenti ad ogni peso (anche estremo) e adatto ai posteriori più delicati. Le imprese si sono dimostrate in maniere diverse molto ardue ma le nostre giovani guide hanno portato a termine ogni obbiettivo e impegno prefissato con costanza, serenità e divertimento, soprattutto sempre a testa alta. Il mondo delle guide visto da fuori può apparire strano, è vero, ma scavando a fondo in ognuna di esse, vi sorprenderete a conoscere qualcosa di più di una semplice ragazza vestita di blu. |
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25/05/2012

