ORATORIO DON BOSCO - San Donà di Piave

Saluto a don Lorenzo!

del 09 agosto 2020

Sabato 8 agosto l’oratorio ha salutato don Lorenzo, in partenza per Santa Maria La Longa, con una serata di festa…

 

Che non mi si chieda di essere imparziale nel tentare di tratteggiare il profilo di un vero amico e i suoi anni trascorsi a San Dona’ di Piave. Questa è la premessa, perché uno sguardo da mero cronista è impossibile, e non può non intrecciarsi con le emozioni e le numerose avventure che, personalmente, ho vissuto con un uomo a cui sono grato per la sua amicizia e per la sua preziosa umanità mai celata e sempre condivisa con gli altri.

Per me don Lorenzo, anzi, Lorenzo, è questo, un ragazzo come noi, scherzoso come noi, umano come noi, con le fatiche come noi. Uso il nome proprio non associato all’appellativo di “don”, e questo non perché l’appellativo non sia importante, anzi, questo fa parte appieno dell’uomo don Lorenzo,  ma perché Lorenzo ci ha dimostrato in questi anni che prima di qualsiasi appellativo, si tratti di don, di padre, di professore, di dottore, è la persona quella che in primis ci caratterizza e che ricorda a noi e agli altri chi siamo. Lorenzo, prima di essere un bravo don, è un uomo di Fiesso Umbertiano, comune nella nebbiosa provincia di Rovigo, con una propria storia che lo ha portato a maturare la decisione di spendere l’intera vita per i ragazzi. Ciò non significa scegliere una vita esente da problemi e, alle volte, da prove: l’importante è superare le prove riconoscendo la propria umanità, chiedendo spesse volte aiuto anche a chi ci sta intorno, perché da soli è impossibile. Lorenzo ha dimostrato in questo profonda umiltà, perché non ha mai voluto fare da solo, semplicemente perché Lorenzo non è di cera, non è inscalfibile e non se ne vergogna.

Il clima di festa e la gioia respirata nella calda serata di sabato 8 agosto dimostra quanto detto, dimostra in sintesi l’affetto e l’immensa stima nei confronti di chi non è finto, di chi non è minimamente costruito. Durante la serata, Lorenzo saluta San Dona’ con un “grazie”, perché l’oratorio lo ha accolto giovane e lo ha fatto crescere, con un “scusa”, perché riconosce i tratti spigolosi del proprio carattere, con un “arrivederci”, perché quando due strade si incrociano non si separano mai veramente e definitivamente, perlomeno non con tutti.

Mi fa sorridere osservarlo ieri sera su quel palco: i presentatori devono intrattenere il pubblico durante la serata, ma inevitabilmente è Lorenzo che intrattiene. Ha fatto l’animatore in un villaggio turistico, ha conosciuto l’Uomo Gatto di Sarabanda (e Lorenzo se la cavava egregiamente, molto meglio di lui), evidentemente si ricorda ancora come si fa. E’ sereno e felice, perché i giochi sono fatti, perché siamo di fronte a un bell’epilogo e alla certezza che con molti l’avventura non finisce qui, ma continua nell’affetto del ricordo e anche di persona, perché, diciamocelo, Santa Maria La Longa non è oltreoceano. E’ inevitabile che in questi casi, complice anche la lontananza, il rapporto assuma dei connotati decisamente diversi, ma la voglia di continuare un rapporto, seppur mutevole, è quella che veramente fa la differenza.

E allora GRAZIE Lorenzo in primis per l’uomo che non hai mai avuto paura di mostrare di essere, grazie per la tua schiettezza, per la tua meteoropatia, per la tua semplicità, per la tua autenticità. Personalmente grazie per avermi accolto, perché tu lo sai bene che senza di te probabilmente sarei altrove, forse non sarei neanche un uomo.

Grazie Lorenzo, scusa, arrivederci.

 

Autore: Giando

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