ORATORIO DON BOSCO - San Donà di Piave

Quattro nuove giostre per il Madagascar

del 13 marzo 2020

La misteriosa bellezza del Madagascar è sorprendentemente impreziosita da elementi che rimandano alla nostra terra, alle nostre radici, alla generosità dei volontari e all’impegno dei nostri giovani per i coetanei di un continente lontano…

Il successo delle giostre gemelle donate a partire dal 2017 all’opera salesiana di Bermaneviky, una per ciascuno degli otto oratori, ha fatto rimbalzare la notizia in tutta l’isola, innescando una serie di richieste. Per prima quella di Suor Antonia, che da anni porta aventi il carisma salesiano fra i giovani malgasci della piccola comunità di Manazary.

“… E a noi, niente?” Con queste semplici e spiazzanti parole ha strappato - senza troppa resistenza - un sì ai volontari del Dim.MI che si sono messi subito al lavoro. 

In un Paese che ha una così alta percentuale di bambini, una giostra può essere una risorsa preziosa per avvicinarli ad un ambiente propositivo e donar loro gioia e speranza. 

Ed è stato poi un susseguirsi di istanze presentate con accorato appello alla generosità degli amici e benefattori italiani. Da quella del carmelitano padre Andrea per la missione di Morondava (una terra costiera fecondata dal martirio del sandonatese Sergio Sorgon) a quella di padre Schenato per la Missione vicenziana di Ihosy; infine quella di don Angelo Vitrano, ex salesiano attualmente impegnato nella missione di Ambatondrazaka, a nord est dell’isola.

Come dire di no? I volontari del Dim.Mi hanno affrontano con entusiasmo la nuova sfida.

La macchina organizzatrice, in realtà, si era già messa in moto per un progetto che non era riuscito a decollare: restituire a Torino/Valdocco copia della giostra che era uscita da quei laboratori oltre ottant’anni fa… Contando sull’appoggio di Giampietro Pettenon, presidente di Missioni don Bosco nel Mondo, si procede con il lavoro… anzi lo si quadruplica!

Completato il montaggio dell’asse centrale, le quattro nuove bellissime giostre, realizzate sul modello di quella che domina il nostro cortile, si possono inserire nel container che verrà imbarcato ad aprile. Piccoli gioielli artigianali usciti dalle mani abili di Francesco Buso, ex docente del CFP, con il supporto di Ivano Maschietto che ha curato gli acquisti, tagliato e levigato il legno del sedile. Da sottolineare l’apprezzabile contributo di alcuni studenti che hanno partecipato alle operazioni di fresatura e di taglio delle parti metalliche utilizzando le macchine a controllo numerico del laboratorio di meccanica. Ed altri che hanno provveduto alla verniciatura di fondo.

In una terra contrassegnata da tanti contrasti: bellezza e degrado, povertà e ricca biodiversità, questi bellissimi manufatti riempiranno di vivacità e di colore i cortili polverosi delle missioni, cementando il legame con il nostro oratorio.

E’ bello pensare che ora, oltre ai copertoni e ai cerchi metallici, qualche piccola giostra dal curioso sedile ottogonale, farà accendere sorrisi ampi, spontanei e riconoscenti. Primo fra tutti, lassù, quello di don Bosco che ha sempre incoraggiato e sostenuto intuizioni semplici come queste, nutrite di tanta passione, creatività e ingegno.

 

Autore: Wally Perissinotto

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