ORATORIO DON BOSCO - San Donà di Piave

Natale con il Virus o il Virus del Natale?!

del 15 dicembre 2020

Il messaggio di auguri del Direttore ci invita a ritrovare, nell’umiltà di un Dio che si fa Bambino, la forza di “amare veramente e senza mezze misure”, anche in questo tempo difficile.

Cari amici. Guardo l’oratorio dove si entra con percorso guidato, accolti da un termo-scanner, che ti ricorda di mettere la mascherina e dice se la temperatura è nella norma. Mi nascono nel cuore grande malinconia e amarezza. Penso al momento che stiamo vivendo, pieno di contraddizioni e di sentimenti contrastanti tra la paura e il menefreghismo. Mi chiedo: “Cosa vuoi dirci Signore in questo momento”? Questi giorni di limitazioni forzate, di coprifuoco serale, di feste annullate e vacanze disdette, sono solo un’interruzione fastidiosa? O sono un’occasione?

Nulla capita a caso!! Stiamo ultimando l’Avvento: tempo di Attesa, preparazione, cambiamento. C’è una vita che sta per nascere in un mondo dove fa notizia il numero giornaliero delle vittime.

Inizia un tempo speciale per andare in profondità, perché la vita si coglie nel profondo. Facciamoci aiutare dal Virus: così piccolo e invisibile, eppure così grande nel creare disagio, problemi, paure. E’ un essere microscopico ed è in grado di far crollare un’economia e di paralizzare la società. Ciò che è invisibile agli occhi è davvero capace di cambiare le sorti della vita delle persone.

Il Signore Gesù è l’infinito, l’invisibile agli occhi, che si fa carne nella mia carne, storia nella mia storia. Gesù, a differenza di un Virus, che è solo preoccupato della sua sopravvivenza, entra, si immerge, si inzuppa nella mia vita perché io possa VIVERE. A differenza del Covid, Gesù rispetta la mia libertà: Lui si è fatto talmente piccolo da darmi la possibilità di dargli importanza o di fregarmene. Il Virus ti frega e basta. Gesù è l’infinito che nell’invisibilità opera tutto. Cosa può operare Dio nella mia vita se gli do spazio? Se ho un pò di umiltà per lasciarlo entrare?

Penso che noi siamo strani davvero: trattiamo come un virus il Signore Gesù e abbiamo sviluppato contro di lui tantissimi anticorpi, scuse di ogni tipo: “devo lavorare, mandare avanti la casa, devo studiare, ho i figli da seguire, i miei non vogliono, non mi sento più preso come una volta, ho tanto da fare, la fede è per i piccoli o per i vecchi, la vita è un’altra cosa…".

Purtroppo questi più che anticorpi sono i sintomi di un virus molto articolato: l’orgoglio e la pigrizia. Siamo autoreferenziali e poco umili, ripiegati su noi stessi. E’ un virus pericoloso che attacca il cuore, RIDUCENDO L’AMORE AD UN VAGO SENTIMENTO, soffocando la capacità di amare veramente e senza mezze misure. Attacca il cervello convincendoci di essere noi ad essere artefici della nostra vita, senza bisogno di nessuno, sempre pronti a trovare delle razionalizzazioni plausibili per ogni atto di accidia. Attenzione alle manifestazioni: assenza di felicità vera, ansia crescente per le proprie prestazioni e per quello che dicono gli altri, mancanza di significato stabile per la vita… in poco tempo si arriva alla sclerocardia. 

Grazie Signore perché tu non ti arrendi mai con noi, continui ad avere fede in noi, non ti spaventi di fronte alle nostre fiacchezze. Aiutaci Gesù a lasciarci guarire da te. Donaci umiltà, il resto viene da sé. L’umiltà di darti del tempo nella preghiera, di lasciarci riconciliare con te nella confessione e di lasciarci amare da te nell’Eucarestia. Sarai tu a donarci un cuore sempre nuovo che si dona con Gioia, una mente nuova che cerca sempre la bellezza e il tuo volto in tutto.

Signore non lasciare che ci accontentiamo di una vita trascinata e ansiosa. Non lasciare che aspettiamo solo che finisca la pandemia, rinunciando a vivere nell’amore ogni singolo giorno. Alimenta in noi Gesù l’ansia di una vita splendida perché donata nel tuo nome.

Buon Natale, buona accoglienza di quel Gesù che entra nella vita mia e di chi ho accanto. Che Natale sia davvero rinascita e non una semplice parola che evoca sentimenti languidi di una bontà desiderata, ma mai vissuta.

Buon Natale dalla Comunità salesiana dell'Oratorio Don Bosco. 

Don Nicola

 

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