CINEMA TEATRO DON BOSCO - San Donà di Piave

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Ma se Dreyfus fosse stato condannato ingiustamente?

La storia di uno dei più clamorosi e tragici errori giudiziari della storia, avvenuto in Francia tra il 1894 e il 1906.

Dopo la presentazione al 76esimo Festival di Venezia, approda al cinema L'Ufficiale e la Spia (J'accuse), il nuovo film diretto da Roman Polański. Basato sull'omonimo romanzo di Robert Harris, del 2013, questo dramma storico ci riporta nella Parigi del 1895.

 

"Il film resterà nella storia del cinema per la sua importanza e per il tentativo di dimostrare che chi è accusato non è automaticamente colpevole. Parliamo di un prodotto che si innalza simbolo di una cultura, di una conoscenza, che sono il perfetto antidoto all’estremismo, all’ignoranza che si nasconde dietro il razzismo, dietro ogni forma di intolleranza. Si parla di fatti attuali perché, malgrado il progresso scientifico e tecnico, gli uomini continuano a essere stupidi e cattivi”.

 

L'ufficiale e la spia racconta uno dei più clamorosi e tragici errori giudiziari della storia, avvenuto in Francia tra il 1894 e il 1906, protagonista l'ufficiale francese ebreo Alfred Dreyfus, ingiustamente accusato di essere una spia e quindi processato per alto tradimento. 
Siamo infatti a Parigi quando il capitano francese Alfred Dreyfus, accusato di essere una spia e di aver fornito informazioni militari segrete all'Impero tedesco, viene condannato all'ergastolo e all'esilio sull'Isola del Diavolo. L'anno dopo, l'ufficiale Georges Picquart, a capo della sezione di intelligence dell'esercito francese, scopre che le prove a carico di Dreyfus sono state falsificate.

 

"Dreyfus non è un eroe epico, è un uomo che subisce un’ingiustizia.

 

All’epoca il caso divisa la Francia tra dreyfusard e antidreyfusard, ovvero tra coloro che credevano, rispettivamente, nell’innocenza e nella colpevolezza del militare ebreo. Tra i primi ci furono numerosi intellettuali e artisti, come Édouard Manet e Marcel Proust. E ovviamente Émile Zola, autore del J’accuse, famosissimo pamphlet che dà il titolo al film. Si tratta di una lettera aperta indirizzata all’allora presidente della Repubblica francese Félix Faure, nella quale lo scrittore denuncia la persecuzione subita da Dreyfus e le reiterate irregolarità giudiziarie volte a insabbiare l’accaduto.

di Autore

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