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Il Weekend dei Maturandi: i ragazzi incontrano Filippetti!

del 11 giugno 2018

Gli esami di Maturità 2018 si avvicinano. In vista del ripassone finale, i ragazzi del '99 hanno condiviso un'esperienza comunitaria con il prof. Roberto Filippetti. Scopriamola insieme...

 

Quando un giovane è stato esposto al virus dell'assoluto, quando ha visto, udito, "odorato" la febbre in coloro che sono alla ricerca della verità disinteressata, gliene rimarrà come un riverbero. Per il resto della loro carriera e della loro vita privata, magari del tutto normali, prive di distinzione, queste persone possiederanno una protezione contro il vuoto.

(GEORGE STEINER, Errata, Garzanti, Milano, 1997)

 

Sabato 9 giugno si chiudono i cancelli: i ragazzi sono liberi, l'estate è ormai alle porte. A meno che tu non sia del 5° anno. A sto giro tocca a te, c'hai la matura...e per quanto tu non ne voglia proprio sapere di metterti a studiare, la gente, dolorosamente, te lo ricorda ogni volta che ti vede. Ma tu sei forte, non vuoi cedere al godimento mal celato di chi anche per quest'anno se la cava, di chi è più piccolo di te e sta già sguazzando in qualche piscina o preparando con euforia stellare la mitica Proposta Estate Ragazzi 2018, magari concentrandosi esclusivamente su quello, ma perdendosi tutto il resto. "Tutto il resto cosa?" - vi starete chiedendo - "non c'è niente di più bello che cadere nella trappola estiva della nullafacenza". Beh ti spiego come stanno le cose: un gruppo di ragazzi del '99, prossimi alla matura, non condividono un'esperienza comunitaria dal Paleolitico. Alcuni se ne lagnano, per altri la cosa è assolutamente indifferente. Si decide qualche tempo fa di riunirli, di dare loro l'opportunità di sfruttare al meglio la presenza e la competenza del professor Roberto Filippetti, già curatore della mostra "Giotto a San Donà" del febbraio 2018. Il tipo ne sa a pacchi, ha insegnato lettere al triennio fino a un paio d'anni fa. Decide di accettare la proposta di prendersi a cuore questi ragazzi e di guidarli in un mega ripassone in cui parlare di "letteratura" è a dir poco riduttivo. Si parla di assoluto, di desiderio, di cuore e di ragione. A partire da questi capisaldi dell'umano si costruisce un weekend che ha del memorabile. Eccone alcune pillole.

 

RIPASSO GUIDATO:

Io per primo, che sarei felicemente evaso in qualche spiaggia affollata del lungomare jesolano in compagnia di amici, mi chiedo come affronteremo l'attività di ripasso. Ci viene presentata una scheda, suddivisa in 3 colonne: Romanticismo, Neoclassicismo, Illuminismo. "Fin qua nulla di nuovo", penso. Poi l'argomento si fa serio: il prof. inizia a citare alcune componenti umane che non possono passare inosservate neanche al più cinico dei viventi (a proposito: lo sapevate che "cinismo" significa "cuore di pietra"? Corrisponde allo sguardo di un cane sulla realtà, uno sguardo non desiderante, che non ambisce all'assoluto). L'argomento inizia a farsi serio, lentamente il mare si allontana dalla mia visuale e compare la voglia di vederci più chiaro in questa lezione guidata. L'elemento innovativo è che mi si parla di Pascoli e D'Annunzio a partire da un desiderio profondo di senso che accomuna questi autori. "Oh perbacco!" - penso - "ma questo desiderio ce l'ho anch'io! Vuoi forse vedere che Pascoli e D'Annunzio hanno qualcosa da dirmi?". 

In due ore di lezione si schiude un mondo davanti ai nostri occhi. La "distorsione culturale" data da una scorretta narrazione degli eventi da parte del mezzo scolastico per eccellenza, ovvero il libro di testo, lascia spazio agli aneddoti e ai pensieri più nascosti, e a volte volontariamente celati perchè ritenuti superflui, delle grandi personalità della letteratura italiana. Se vi dicessi che l' "ad-laudula", ovvero l'allodola, de "Il Fringuello Cieco" di Pascoli, rappresentasse l'uomo che al mattino inizia la giornata lodando Dio, cosa mi diresti? E che il nido dello stesso Pascoli non è solo una raffigurazione di umanità in cui siamo tutti fratelli sotto la natura, ma anche la metafora del desiderio da parte del fanciullino (diminutivo ulteriore del termine "fanciullo") di tornare nel grembo materno? Capisci benissimo anche tu, caro lettore, che questi dettagli fanno la differenza.

Ce ne rendiamo conto subito. La prima lezione parliamo di D'Annunzio e Pascoli, due figure così diverse: al superomismo nietzschiano del primo si contrappone un'analisi spudorata, nonchè senza artifizi, del secondo. Un'umanità data dallo sguardo di un bambino, di un fanciullino, per l'appunto.

                                       

               Gabriele D'Annunzio: scrittore, poeta, drammaturgo, militare,                                                      Giovanni Pascoli: maggior poeta decadente italiano, assieme a D'Annunzio,

        politico, patriota italiano, celebre figura della Prima Guerra Mondiale                              poeta e accademico italiano, figura emblematica della letteratura italiana di fine Ottocento.

 

 

 

La seconda lezione di ripasso si è tenuta alle ore 8.30 della domenica mattina. Attraverso l'analisi degli autori della grande poesia del Novecento, come Montale e Ungaretti, si parla di meraviglia, ma anche di male di vivere, che accomuna lo stesso Montale alla figura di Leopardi: tale male è provocato inevitabilmente da un cuore desiderante, irrequieto, vivo. Si procede con il parallelismo fra Irma Brandeis, ebrea convertita al Cristianesimo nonchè unica vera amante di Montale, a cui dedica la raccolta "Le Occasioni" (1939), e la Beatrice dantesca, la Silvia leopardiana. Studiamo una mente matematica attraverso la poesia "In Memoria" di Ungaretti, scritta in ricordo di Moammed Sceab, grande amico del poeta, morto suicida perchè senza più patria alcuna.

Alle lezioni di ripasso sono seguite considerazioni sull'esperienza svolta e revisione personale delle tesine d'esame guidata dal prof. Filippetti, anche grazie ad alcuni libri forniti, nonchè da lui scritti, volti a offrire chiarificazioni di carattere storico e letterario per gli argomenti d'esame e di tesina.

                   

   Eugenio Montale: poeta e scrittore, premio Nobel per la Letteratura nel 1975               Giuseppe Ungaretti: poeta, scrittore, traduttore e accademico, arruolato come volontario  nel                                                                                                                                                                            19° reggimento di fanteria della Brigata "Brescia", quando, il 24 maggio del 1915,

                                                                                                                                                                                                                          l'Italia entrò in guerra.

 

MOMENTI COMUNITARI:

Il ripasso guidato e i momenti di studio erano intervallati da momenti comunitari, quali la cena insieme alla comunità salesiana e la serata allegra. Inoltre, durante le pause di studio, i ragazzi hanno animato il cortile, incontrato i ragazzi più piccoli della messa della domenica mattina, giocando con loro. La realtà tutta salesiana del cortile è luogo di incontro in cui potersi arricchire vicendevolmente, attraverso uno dei momenti più seri delle attività della giornata, ovvero quello del gioco: per Don Bosco, infatti, attraverso il gioco e il coinvolgimento dei più piccoli si arriva dritti al cuore dei ragazzi, si parla loro senza troppi fronzoli teologici, ma con la genuinità di una partita a pallone, di una chiacchiera sotto il porticato, di una sfida di pallavolo.

Alle ore 14 abbiamo preso parte alla Santa Messa domenicale, da noi animata con letture e canti. L'esperienza si è conclusa verso le 17, dopo un'ultima revisione finale sulle tesine d'esame.

 

CONSIDERAZIONI

L'esperienza del Weekend dei Maturandi costituisce di fatto una "ri-partenza", o per lo meno si auspica che ciò avvenga, di un gruppo di coetanei uniti in una sfida comune, quella di ripartire insieme, magari attraverso lo studio e la cultura, per poter accogliere nuovamente la ricchezza di proposte formative volte a scoprire la bellezza del cammino condiviso, dello spirito di comunità. 

Inoltre, una riflessione riguarda la metodologia dell'insegnamento: è evidente che la convinzione di chi mette a disposizione il suo sapere per gli altri, come nel caso del prof. Filippetti, fa la differenza. Come possiamo noi giovani pensare di appassionarci alla cultura se in primis non ne è appassionato chi la divulga? La diffusione asettica delle nozioni è un'allergia legittima di cui ogni giovane è affetto. Attraverso questi giorni abbiamo potuto sperimentare che la cultura è anche altro, che "l'educazione" - per dirla tutta alla Don Bosco - "è cosa di cuore".

 

Autore: Giandomenico Giando Odorisio

 

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