ORATORIO DON BOSCO - San Donà di Piave

Il Noviziato in uscita!

del 12 gennaio 2022

Queste dinamiche ci hanno fatto riflettere su quanto effettivamente noi siamo fortunati...

Sabato 18 dicembre ci siamo ritrovati alle 14.30 alla stazione dei treni. I Capi ci avevano detto che saremmo andati in uscita a Verona e che avremmo dovuto portare un cappello, una sciarpa, un paio di quanti, o comunque qualcosa che potesse tenere caldo e che noi non usassimo.

Siamo arrivati alla stazione veronese circa per le 16.40 e una volta usciti dal treno ci siamo incamminati verso la parrocchia di San Giovanni Battista, presso la quale avremmo dormito la notte. Una volta arrivati abbiamo conosciuto il parroco, Don Francesco, un uomo molto simpatico e dai modi gentili che ci Ci ha fatto un piccolo excursus sul posto in cui ci trovavamo (Borgo Roma), spiegandoci che eravamo in un quartiere di Verona abbastanza insidioso... Tra baby gang, spacci e rapine, la vita in quel quartiere era abbastanza movimentata, senza contare il fatto che avevano trasferito tutte le case popolari dal centro di Verona in quel luogo.

Queste dinamiche ci hanno fatto riflettere su quanto effettivamente noi siamo fortunati ad abitare in una realtà meno difficile e dura.

Finita la descrizione del posto, il parroco ci ha lasciati soli e i Capi ci hanno fatto fare un test che conferiva ad ognuno di noi un colore in base alla nostra personalità. Una volta finita la prova, ci siamo recati in chiesa dove abbiamo celebrato la Santa Messa. In seguito abbiamo dato una mano al parroco a sistemare e poi ci siamo recati nella sala dove avremmo mangiato e passato allegramente la serata. Enrico e Pietro, in quanto migliori chef dell’oratorio, erano incaticati a preparare la cena (dobbiamo ammettere che l'amatriciana è venuta molto bene!). La nostra serata è passata giocando a lupus in fabula: la tensione era altissima... ma alla fine con la scelta giusta i contadini sono riusciti a vincere! Dopo ciò ci siamo preparati per la notte dal momento che il giorno seguente ci saremmo dovuti svegliare alle 4.45. La mattina, al suono della sveglia, nessuno di noi aveva le forze di alzarsi ma alla fine ci siamo fatti coraggio e ci siamo preparati!

Ci siamo incamminati verso la “Ronda della carità”, un'associazione di volontariato che fornisce colazione e pasti caldi ai senzatetto. La camminata è durata circa un’ora. Il nostro compito era servire le colazioni: ci siamo divisi in gruppi, alcuni rimanevano in cucina a preparare i vassoi con il cibo, altri accoglievano chi arrivava fornendo un bicchiere di tè caldo, altri ancora sistemavano l'interno e igienizzavano i tavoli.

Alla ronda però non consegnavano soltanto le colazioni e il cibo, ma fornivano una serie di servizi molto utili e interessanti: i senzatetto potevano portare a riparare le loro bici oppure portare a lavare i loro vestiti. Terminato il nostro servizio, ci siamo confronati con due signore dell'associazione su come secondo noi fosse andata la mattinata e cosa avevamo provato: tutti abbiamo concordato sul fatto che sia stata un'esperienza bellissima poiché oltre che fare del bene a delle persone che hanno meno, abbiamo anche sperimentato una nuova realtà, una realtà difficile e piena di avversità dove ogni singolo “bicchiere di tè” è considerato come una benedizione. Abbiamo inoltre regalato ai senzatetto quei cappelli, guanti, maglioni… che i capi ci avevano detto di portare.

Dopo pranzo è arrivato il momento più serio dell'uscita, in cui i Capi ci hanno chiesto se le nostre aspettative riguardo al Noviziato fossero cambiate o meno. In seguito ci hanno chiesto di pensare a un'uscita oppure ad un concetto astratto che avremmo voluto affrontare durante l'anno: da lì in poi le attività che volevamo fare avremmo dovuto organizzarle da soli, ovviamente sempre sotto la loro supervisione. Sarà una gran prova di fiducia e un gran salto di maturità che dovremo affrontare durante questo anno: la strada è ancora lunga e il percorso non sarà sempre facile, ma sarà sicuramente bellissimo!

Finito il momento di riflessione ci siamo diretti in stazione dove dovevamo prendere il treno delle 15.22. Una volta arrivati, i Capi ci hanno consegnato un piccolo pensierino che avremmo dovuto scartare il giorno di Natale e dopo esserci augurati di passare buone feste ci siamo salutati, sicuri di rivederci il prima possibile!

Autore: Enrico Marcassa

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