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Il naso lungo più famoso al mondo

A 6 anni Matteo Garrone disegnava Pinocchio. Oggi lo porta su grande schermo con un Roberto Benigni che diventa Geppetto dopo essere stato il burattino.

La fantasia, che rende credibile una lumaca che lascia la bava sui pavimenti della casa della Fata Turchina, e il realismo, di un paese povero con il popolo che fa la fame. Pinocchio di Matteo Garrone racconta la magia di un burattino che dopo tante vicissitudini diventa bambino, fedelissimo al classico di Carlo Collodi che ha 137 anni ma è ancora il libro più tradotto al mondo dopo la Bibbia.

In particolare il regista è intenzionato a recuperare gli aspetti più grotteschi e dark di quello che lui considera un vero e proprio “horror per bambini”. Ovviamente non si abbandoneranno nemmeno le sfumature fiabesche che aveva esplorato già ne Il racconto dei racconti, cimentandosi però qui per la prima volta in un film potenzialmente destinato a tutta la famiglia.

La scelta di affidare Geppetto al premio Oscar Roberto Benigni viene da lontano. "Io e Pinocchio siamo legati, mia madre mi chiamava 'Pinocchietto' già a tre anni, poi arrivò Fellini - dice l'attore, che nel film ha accettato di apparire invecchiato, la barba lunga, lo sguardo della povertà.

È il padre per eccellenza, il simbolo, la metafora, l'icona universale del padre. È famoso come San Giuseppe, infatti Geppetto è il diminutivo di Giuseppetto. Sono due Giuseppi che fanno tutti e due i falegnami, con un figlio che ne combina di tutti i colori, che muore e poi risorge.

La forza del film è data anche dai personaggi ricreati da Garrone e dai loro interpreti: Gigi Proietti è Mangiafuoco, Rocco Papaleo e Massimo Ceccherini il Gatto e la Volpe, Marine Vacth la fatina.

Postilla finale sulla fotografia. A metà tra un quadro dei macchiaioli e una istantanea di Franco Fontana, Pinocchio è come un libro fotografico.

Non esiste fotogramma che non sia pensato al millimetro, nulla lasciato al caso. E colpisce la scelta di paesaggi incontaminati – il film è girato tra il Lazio, la Toscana e la Puglia. «Cosa non facile da ricercare, visto che ormai l’uomo ha messo mano ovunque, deturpando». Parola di Matteo Garrone.

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