CINEMA TEATRO DON BOSCO via XIII Martiri, 86 - San Donà di Piave (VE) - Tel. 346 960 5687 - vedi tutta la programmazione

Il colore nascosto delle cose

La recensione di Tutti al cinema Appassionatamente

L'ultimo film del regista Silvio Soldini al cinema nel fine settimana. Leggi la recensione.

Silvio Soldini aveva già affrontato nel 2013 il tema dei non vedenti con il documentario "Per altri occhi – Avventure quotidiane di un manipolo di ciechi". Ed era dal 2012 che non si cimentava più in un film di fiction: l'ultimo era stato il mediocre "Il comandante e la cicogna". Mediocre, almeno per un regista come lui, capace di portare al cinema italiano un contributo molto importante, da "L'aria serena dell'ovest" (1990), fino a "Cosa voglio di più" (2010), passando per quello che è stato il suo capolavoro "Pane e tulipani" (2000).
Con la fiction torna oggi a parlare di ciechi utilizzando un'attrice deliziosa come Valeria Golino, già diretta ne' "Le acrobate", che riesce a renderci visibile il "colore delle cose", nascosto agli occhi del suo personaggio. Ma siamo sicuri - in fondo è questa la tesi de' IL COLORE NASCOSTO DELLE COSE - che non siamo noi "normali" a non riuscire più a distinguerli quei colori?
È il caso del protagonista maschile, Teo Moscone, pubblicitario di successo, interpretato con convinzione da Adriano Giannini, attore troppo poco utilizzato dal nostro cinema. Quando incontra la fisioterapista Emma, cieca dall'età di 17 anni, la sua vita comincia ad assumere infatti un significato diverso. Teo comincia a guardare con più attenzione le sfumature delle cose che gli si parano davanti, a sostituire all"immagine, l'immaginazione; l'essere, all'apparire, così importante nel suo ambiente che è quello effimero della pubblicità. A vivere davvero insomma.
Questa almeno sembra l'idea di Silvio Soldini, che con Doriana Leondeff e Davide Lantieri è anche autore di soggetto e sceneggiatura.
La resa però, al di là della buona confezione, è forse meno riuscita di tante altre opere del regista milanese.
Se la tesi di fondo è resa "palpabile" nel personaggio di Emma, che, non vedendo, deve toccare con mano e andare ben oltre l'apparenza; in modo molto meno efficace - nonostante la performance di Giannini - è invece rappresentato il percorso interiore di Teo, vero protagonista della storia poiché è lui ad evolvere.
E non può bastare il facile simbolismo dell'incipit ripreso nel finale, in cui è Teo a scegliere volontariamente quel buio pieno di colori, che all'inizio era buio pesto ed era solo un gioco.

di Dino Geromel

 

In sala:

GIOVEDI' 28 SETTEMBRE ore 20:45

VENERDI' 29 SETTEMBRE ore 15:30

SABATO 30 SETTEMBRE ore 16:00 e 21:00

DOMENICA 1 OTTOBRE ore 18:30

LUNEDI' 2 OTTOBRE ore 20:45

 CINEMA TEATRO DON BOSCO
via XIII Martiri, 86 - 30027 San Donà di Piave (VE)
Tel. 346 9605687

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