ORATORIO DON BOSCO - San Donà di Piave

Essere Cirenei in tempi difficili

del 17 marzo 2020

L'augurio pasquale di Abba Filippo: "Gesù porta la nostra croce e noi cerchiamo di portare quella degli altri, che sia così anche in questo tempo difficile!" 

 

Carissimi amici, come state? Un saluto da Lare, in Etiopia.

Qui siamo nel pieno della stagione calda, il nostro riscaldamento naturale è sempre acceso sui 40°, ogni tanto va verso i 35° e sembra che ci sia fresco...

Siamo informati ogni giorno sulla situazione dell’Italia e del mondo per la diffusione del corona virus e alla Messa del mattino preghiamo sempre in particolare per voi.

Il virus è arrivato anche in Etiopia. Proprio in questi giorni il governo ha reso noto che a Addis Abeba ci sono 4 casi. Immediatamente hanno chiuso le scuole per 15 giorni da oggi, proibito gli assembramenti e sbarrato alcune strade di accesso ad alcune regioni come la nostra. C’è una sola strada che porta a Gambella.

Mi hanno detto che ad Addis la gente gira già con le mascherine e stanno molto distanti dagli stranieri che hanno portato il virus in Etiopia. Speriamo che non si diffonda e che non crei troppo panico.

Qui a Lare se non fosse per la chiusura delle scuole nessuno saprebbe niente, abbiamo qualche altro problema...

Innanzitutto il conflitto tra i due clan più numerosi a Lare: un uomo è morto e alcune famiglie dell’altro clan sono fuggite; da un mese stanno vivendo vicino al fiume per paura della vendetta. Così a Jikawo, villaggio sul confine a 20 km da Lare, lo scontro tra i due clan ha coinvolto varie famiglie, anche l’esercito ha tentato di fermare la piccola guerra che era scoppiata, ma non è riuscito a farlo. Più di una ventina di morti e tanti feriti.

Al di là del fiume Baro sono arrivati i Murle, membri di una tribù predone sud sudanese. Anche questa volta in uno dei loro attacchi hanno portato via delle mucche e alcuni bambini di un villaggio.

La tensione è sempre accesa tra i Nuer e gli Anyuak (l’etnia originaria di Gambella). Pur vivendo in zone separate del territorio, la presenza di migliaia di profughi Nuer, il caldo, il poco lavoro, portano le due etnie ad entrare in conflitto.

Le nostre attività della parrocchia vanno avanti, si stanno concentrando sulla preparazione alla Pasqua. Stiamo andando più spesso in alcune cappelle per la catechesi e la preparazione ai sacramenti.

            

Tanti amici ci stanno dando una mano, con l’offerta di cibo (in questo tempo caldo in cui non si può coltivare niente), con un contributo per l’acquisto di un materasso per famiglia (un regalo speciale qui!), con la disponibilità a riparare dei pozzi a mano per l’acqua e a farne uno nuovo a servizio di tre villaggi, con la costruzione di una capanna per due ciechi e la manutenzione di altre: riparazione delle porte, nuova paglia per il tetto, nuovo fango per i muri, con la donazione di semplici medicine o l'offerta di aiuto per il ricovero di è più grave...

C’è un po’ di Africa nella passione di Gesù, il venerdì Santo: un uomo, Simone di Cirene, città della Libia, che aiuta Gesù a portare la Croce. Che bello questo gesto, nonostante tornasse stanco dalla campagna, nonostante i suoi programmi e le sue intenzioni, si ferma e aiuta Gesù; un uomo che dall’Africa va fino a Gerusalemme per aiutare Gesù a portare la Croce.

In ogni parte del mondo quando incontri qualcuno in difficoltà senti dentro di te questa domanda “Vuoi essere il mio Cireneo?”, cioè vuoi aiutarmi a portare la Croce?

Gesù porta la nostra Croce e noi cerchiamo di portare quella degli altri, che sia così anche in questo tempo difficile.

Un ricordo con la preghiera per tutti voi in questo tempo difficile.

Abba Filippo

 

 

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