ORATORIO DON BOSCO - San Donà di Piave

E' tempo di partenze: don Massimo e don Lorenzo lasciano San Donà

del 03 agosto 2020

Ecco il loro saluto, pubblicato sul foglietto della Comunità parrocchiale del Duomo

Un ennesimo giro di giostra porta nuovi cambiamenti nella comunità salesiana

Don Massimo Zagato lascia il ruolo direttivo dopo solo quattro anni per raggiungere la Casa di Mogliano Veneto-Comunità proposta. Il suo valore è stato colto dai Superiori che gli hanno affidato l'incarico di vicario, di Animatore vocazionale e di Delegato della Pastorale Giovanile Salesiana del Triveneto.

Anche Don Lorenzo Piola, attualmente incaricato dell’Oratorio, se ne va a breve portato dall’obbedienza a S. Maria La Longa dove svolgerà il servizio di Animatore della Pastorale Giovanile e del Territorio. Il suo sorriso e la sua premurosa attenzione verso i giovani rimarranno custoditi nei loro cuori.

Li accompagniamo con la nostra preghiera, grati per il tanto bene ricevuto.

Carissimi amici e parrocchiani del Duomo, 

è già arrivato il tempo di salutarci. Dopo solo quattro anni mi viene chiesto di di lasciare la nostra comunità per un’altra missione: l’accompagnamento nelle attività di pastorale giovanile e di animazione vocazionale della nostra provincia salesiana del Triveneto.

Confesso che non è facile lasciare San Donà, l’oratorio, le persone. Chi ha la Grazia di passare per questa comunità viene profondamente toccato nel cuore. Mi vengono in mente le parole di don Bosco che ai suoi ragazzi diceva: “Qui con voi mi trovo bene, è proprio la mia vita stare con voi”. Andare via da voi è obbedire ad un “Sì” che costa caro, costa il prezzo dell’affetto e dei legami.

Che cosa dire alla fine di questo piccolo ma intenso periodo insieme a voi? Mi lascio aiutare dal Papa e rubo a lui quella bella intuizione delle “tre parole” che trasformano e rendono stabile le relazioni: “grazie”, “scusa” e “per favore”.

“Grazie”. Grazie a voi per avermi accolto. Confesso che sono arrivato un po’ impaurito: un giovanetto a cui viene chiesto qualcosa di grande da custodire: una bella comunità educativa e “l’Oratorio più bello del mondo”. La paura si è trasformata subito in consolazione e fiducia.

Grazie perché fin da subito mi sono sentito a casa mia in mezzo a persone che mi vogliono bene e che mi hanno insegnato l’importanza della condivisione e della missione portata avanti nella forma comunitaria.

Grazie per la collaborazione tra Parrocchia e Oratorio, per la fraternità con don Paolo e tutti i sacerdoti della parrocchia. Grazie per la comunione con le suore del Saretta e del San Luigi. Penso che nonostante le difficoltà che il covid-19 ha portato, sia stato l’occasione per fare un ulteriore passo in avanti nella collaborazione e che il frutto più bello sia stata la Proposta Estate Ragazzi vissuta sia in Oratorio che al Saretta. Avanti così allora, sempre insieme per il bene della gioventù.

Scusa”. Scusate se non sempre sono stato trasparenza dell’amore del Signore, se non sempre sono stato capace di trasmettere la passione per la salvezza delle anime, tipica di don Bosco. La giovinezza porta con sé sicuramente la freschezza e la vivacità, allo stesso tempo ad essa alcune volte manca la saggezza dell’esperienza, abbiate pazienza con me per quelle volte in cui ho mancato in questo.

Infine “per favore”. Vi chiedo di continuare a prendervi cura dei ragazzi e dei giovani. Tutti loro portano dentro un seme di bellezza e di bontà che va custodito e curato con calma e con tanta premura. Don Bosco ci ricorda sempre che non esistono ragazzi cattivi e che quelli che sembrano i più lontani, spesso sono i più sofferenti, quelli che sono rimasti feriti dalla vita. Continuiamo a prenderci cura di loro e delle loro famiglie.

Non abbiate paura di cambiare strutture, orari, modalità di azione pastorale, siate creativi, date vita a qualcosa che possa “ri-creare” e “dare vita” a chi è ancora all’inizio della vita, perché non perda del tempo.

“Per favore” quando pregate, quando vi rivolgete alla Vergine delle Grazie e Ausiliatrice dei Cristiani, ricordatevi di pregare anche per me. Pregate per la comunità salesiana, per il nuovo direttore don Nicola Munari e pregate per i giovani, per le vocazioni, perché il Signore possa raggiungere il cuore di molti giovani e continui a chiamarli alla vita religiosa e sacerdotale. Buon cammino!

Don Massimo Zagato

 

Arrivederci San Donà!

Partire è un po’ morire” recita un famoso verso di un quasi sconosciuto poeta francese, tal Edmond Haraucourt. Il resto della sua poesia “La canzone dell’addio” è decisamente meno noto. Oltre a questo iconico detto, c’è un altro verso nella stessa che mi colpisce, recita: “... poiché lasciamo un po’ di noi stessi, in ogni luogo ad ogni istante”. Mi colpisce perché, per me in questo momento, è più vero il contrario: non so bene cosa lascio a San Donà, ma certamente mi chiedo quanto di questi sette anni mi sto portando via?

Era il 2013 quando venivo ordinato sacerdote, e subito sono stato accolto in questa bella e umanamente ricca comunità sandonatese, con benevolenza e fiducia incondizionata: le condizioni ideali per un giovane religioso e sacerdote per iniziare il proprio ministero!

Qui ho celebrato le mie prime Sante Messe, mi sono esercitato nella predicazione, ho sperimentato la Grazia della Misericordia che passa attraverso di me (nonostante me!) nel confessionale. Ringrazio per la pazienza di aver sopportato i miei balbettii, papere e distrazioni nelle celebrazioni… magari facendoci sfuggire anche qualche benevolo sorriso...

Nel cortile dell’Oratorio ho visto diventare grandi e responsabili molti di quei ragazzini che negli anni sono fioriti, scoprendo e sviluppando preziosi talenti nascosti ricevuti in dono dal buon Dio, che con gioia li hanno donati a loro volta nel servizio ai più piccoli. Che meraviglia! Nel tanto tempo trascorso ad ascoltare queste giovani vite, che hanno fatto la scelta di vivere in profondità e non soltanto vivacchiare, ho imparato tantissimo: mi sono stati di stimolo a non accontentarmi, a puntare in alto, a purificare le mie intenzioni, ad essere giusto e retto, trasparente e sincero… I ragazzi ci "sgamano"!

Ho incontrato tanta generosità da parte di adulti che hanno scelto di non vivere solo per se stessi, genitori e collaboratori con i quali ci siamo sostenuti, qualche volta anche scontrati, ma sempre alla ricerca di un bene più grande. Veramente poco si potrebbe fare senza la collaborazione, a volte anche con tanti sacrifici, di molti che amano l’Oratorio, la Chiesa, il bene comune.

Porto con me le lacrime, di gioia, di commozione, di dolore, condivise con chi mi ha voluto negli eventi, lieti o tragici, della propria vita: i dubbi davanti a scelte importanti o i traguardi raggiunti, la gratitudine o le inquietudini, le vittorie o le sconfitte, gli innamoramenti o le separazioni, le nascite, le malattie e le morti… Tante volte mi sono sentito indegno di avere accesso alle profondità delle anime o entrare nell’intimità delle famiglie in momenti particolari e delicati.

Molti in questi giorni mi stanno chiedendo perché me ne devo proprio andare, che senso ha fare voto di obbedienza. Uno degli ultimi versi della sopra citata poesia dichiara: “La canzone dell’addio come per gioco, prima del viaggio estremo”. Sì, noi religiosi, oltre che a servire la Chiesa in campi specifici della pastorale, siamo chiamati a indicare con la nostra stessa esistenza che tutti noi siamo solo di passaggio su questa terra, che prima o poi dovremo lasciare affetti e proprietà, per un di più che è la Vita Eterna.

Chiedo scusa per i miei evidenti limiti e ringrazio il Signore per avermi donato l’opportunità di iniziare da qui e imparare a essere sacerdote. Mi affido alle vostre preghiere perché io possa rimanere fedele fino all’ultimo respiro. Anch’io vi ricorderò sempre con tanto affetto perché, come si dice, “il primo amore non si scorda mai”!

Don Lorenzo Piola

 

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