ORATORIO DON BOSCO - San Donà di Piave

Don Filippo Perin ci scrive...

del 17 marzo 2021

Preseguono alacremente le attività della Missione nonostante il caldo torrido e la precaria situazione del Paese...

Carissimi amici, come state?

Un saluto a tutti dall’Etiopia, da Lare, sul confine con il Sud Sudan.

Siamo nei mesi più caldi dell’anno, sempre sopra i 40 e anche di notte non si scherza: serve bere in continuazione 5 o 6 litri di acqua al giorno, farsi la doccia 3 volte al giorno e 3 volte la notte, dormire fuori di casa la notte nella veranda, tutta l’acqua che beve la sudi, mancano le forze e dei giorni sembra di essere degli zombi....

Oltre alla mancanza di cibo, ora c’e’ anche il caldo, tutti cercano di sopravvivere...

Notizie dalla guerra civile in Etiopia: la situazione sta con difficoltà tornando alla normalità, le 4 comunità salesiane del nord stanno aiutando come possono la popolazione. Sembrano essere confermate le notizie di uccisioni indiscriminate e altri terribili crimini da parte dell’esercito eritreo, che era entrato in Etiopia, approfittando della guerra per avere delle vendette sul popolo del Tigray, la regione in questione. Il governo etiope non ha confermato questo, mentre tutte le chiese e le Ong stanno cercando di aiutare come possono la popolazione. Speriamo che al più presto torni la pace effettiva e si faccia luce su questi crimini.

Le attività della nostra parrocchia stanno proseguendo, nella nostra chiesa di Lare abbiamo comprato una pianola e domenica scorsa due nostri giovani che stanno imparando, hanno accompagnato alcuni canti, grande entusiasmo da parte di tutti.

  La visita a tutte le famiglie sta quasi finendo, un bel momento di incontro, conoscenza, amicizia  e preghiera con la nostra gente.

 

 

Dopo la pausa di fine semestre stiamo riprendendo i vari asili, qui a Lare, Gok e a Kubri. Proprio a Kubri, un villaggio in cui passa il confine con il Sud Sudan, è da ottobre che abbiamo iniziato asilo e chiesa e moltissime persone la stanno frequentando, abbiamo già nominato due catechisti che durante la settimana radunano i cristiani, insegnano a leggere e scrivere, una piccola scuola soprattutto per le donne, e insegnano la Bibbia. In questo periodo di gran caldo moltissimi profughi sono arrivati a Kubri dal Sud Sudan, problemi di cibo e problemi di insicurezza di vita, soprattutto nella regione dello Joungle.

A Kubri c’è un centro dell’ONU per la raccolta di nuovi profughi e sembra che abbiamo intenzione di aprire un nuovo campo profughi, visto il numero alto di arrivi, oltre agli altri 5 campi esistenti ora nella regione di Gambella.

Noi facciamo una piccola parte a Kubri, con la scuola per i bambini e la nostra chiesa.

Abbiamo avuto per 4 giorni qui da noi due dottori da Abobo, Maria Teresa e Maria, amiche da tanto tempo. Abbiamo organizzato per tutta la gente che voleva delle “cliniche mobili”, visite mediche per ogni persona che aveva delle difficoltà, e consegna delle medicine a ciascuno. Un evento straordinario per tutta questa gente, trovare un vero dottore che ti dica cosa effettivamente hai e trovare delle medicine giuste per la tua malattia, non la solita tachipirina e antibiotico che ti danno qui a Lare qualsiasi malattia hai. Grazie alle nostre dottoresse, che hanno lavorato giorno e notte per la nostra gente.

Una bella notizia viene dal Sud Sudan, da pochi giorni è stato nominato Vescovo di Rumbek, sempre in Sud Sudan, padre Christian Carlassare comboniano, originario di Schio  (vedi foto).

E’ stato in una parrocchia con maggioranza Nuer per 15 anni, il mio vicino al di lai del confine, con cui ci siamo sentito molto per la pastorale. Il 23 maggio sarà ordinato Vescovo a Rumbek. Un coraggio da leoni e tanta preghiera per lui.

Noi stiamo per iniziare la quaresima, perché la nostra Pasqua quest’anno sarà il 2 maggio, insieme alla chiesa ortodossa. Il nostro personaggio più bello perché originario dall’Africa, è sicuramente Simone di Cirene, una città della Libia, il quale si trova per strada mentre passa Gesù con la Croce e lo aiuta a portarla.

 

Che bello questo gesto, nonostante che tornasse stanco dalla campagna, nonostante i suoi programmi e le sue intenzioni, si ferma e aiuta Gesù a portare la Croce.

Già a Natale l’Africa accoglie Gesù profugo, che fugge in Egitto perché Erode voleva ucciderlo, ora un uomo dell’Africa arriva fino a Gerusalemme per aiutare Gesù a portare la Croce.

In ogni parte del mondo quando incontri qualcuno in difficoltà senti dentro di te questa domanda “Vuoi essere il mio Cireneo?”, cioè vuoi aiutarmi a portare la Croce? Gesù porta la nostra Croce e noi portiamo quella degli altri.

Un ricordo a tutti voi per la pandemia che stiamo tutti vivendo e un saluto affettuoso 

Abba Filippo

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