ORATORIO DON BOSCO - San Donà di Piave

Don Bosco e il suo sguardo amorevole sulla città

del 07 gennaio 2019

Partiamo dalla piazzetta omonima, per riscoprire i riferimenti che rimandano alla sua figura di padre, maestro ed amico.

 

E’ bello notare come San Donà abbia saputo consolidare, nel tempo, il legame con un santo, don Bosco, conosciuto solo tardivamente (fino ai primi decenni del secolo scorso era sant’Antonio a raccogliere la devozione di gran parte del popolo). Celebrazioni e riferimenti tangibili hanno reso manifesta la riconoscenza che la città ha via via sentito crescere in cuore. 

Mons. Saretta aveva subito affidato alla potenza della carta stampata la promozione dell’opera che stava per sorgere e la raccolta dei fondi necessari alla costruzione dell’edificio destinato ad accoglierla, che a dicembre del 1928 mostrava già la copertura dei coppi. 

L’intitolazione della via, che ne rasenta tuttora il confine a ponente, ne aveva accentuato l’importanza. In origine, solo un semplice passaggio sterrato che l’arciprete si era impegnato a costruire per poi cedere all’amministrazione Bortolotto consentendo la comunicazione del Foro Boario con la strada provinciale; ora una via a senso unico che offre, con la sua pista ciclabile protetta, un percorso in sicurezza per i tanti ragazzi che quotidianamente affluiscono all’Oratorio.

Per festeggiare il coronamento del sogno della chiesa, ecco poi comparire (siamo agli inizi degli anni Cinquanta) un busto marmoreo di don Bosco in fondo alla proprietà, al riparo dai colpi violenti del pallone. Accompagnato dai giovani uomini che aveva visto ragazzini, don Luigi Castellotti, primo direttore, lo aveva benedetto con gli occhi commossi e il cuore grato: l’opera che aveva avviato vent’anni prima mostrava ora la chiara impronta di don Bosco!

Per il Cinquantesimo dell’apertura dell’Oratorio, i ragazzi ormai uomini, che in quella sede avevano beneficiato per primi della preziosa opera educativa dei Salesiani, avevano pensato di suggellare con un’opera simbolica la loro riconoscenza a don Bosco. Coordinati da don Piero Prez, salesiano della prima ora, avevano offerto all’opera salesiana una scultura in bronzo da collocare nell’area antistante l’oratorio, adibita a spartitraffico.

Si avvicinavano le celebrazioni del mese di don Bosco che andavano a chiudere i festeggiamenti per il Cinquantesimo. Il Rettor Maggiore, don Egidio Viganò, sarebbe stato l’ospite d’onore. Quale migliore occasione per inaugurare la scultura? 

La cronaca della Casa riporta il resoconto dettagliato di quel momento solenne: 

E’ il 14 gennaio 1979: al termine della Messa, il corteo, preceduto dalla Banda, si porta nello spazio antistante l’edificio che, da allora, prenderà il nome di “Piazzetta don Bosco”. Alla presenza delle autorità religiose e civili (oltre al sindaco Carlo Trevisan figura il senatore Gusso ex alunno della scuola oratoriana), viene scoperto e benedetto il busto bronzeo del Santo dei giovani.

L’Arciprete, mons. Gumiero, rivolge al Rettor Maggiore parole accorate che vanno a sottolineare la preziosità dell’opera salesiana per la Parrocchia e l’intera città: “L’Oratorio D. Bosco fu voluto dai Sandonatesi, animati e guidati dai loro Preti; fu costruito, pietra su pietra, con sacrifici enormi, da una popolazione poverissima di mezzi materiali, ma ricca di Fede. Si può dire che ogni pietra porta il nome di una famiglia di S. Donà. Questo edificio è bagnato dal sudore di una generazione di Sandonatesi, che lo hanno costruito con la stessa Fede e devozione con cui prima avevano costruito la loro Chiesa. 

Signor Rettore Maggiore, i Salesiani sono venuti a S. Donà, perché i cristiani di S. Donà li hanno chiamati, li hanno voluti, li hanno pregati di venire, per affidare a loro i tanti figli delle proprie famiglie, perché li educassero alla vita, nello spirito di quel grande apostolo del Signore che fu S. Giovanni Bosco.” 

Don Viganò conclude la cerimonia con la benedizione solenne dell’opera artistica, che pur non presentando elementi di particolare creatività, “fisserà un cuore oratoriano in San Donà”.

 

Recentemente ripulita dalla patina scura che si era depositata nel tempo, tale opera lascia ora intravvedere con chiarezza il nome dell’artista, un particolare che vi invito a scoprire.

Girovagando per le strade della città, altri segni rimandano a don Bosco e ai suoi Figli. Il più esplico, forse, lo troviamo in via Dalla Francesca. Ma i segni più profondi rimangono incisi nel cuore carico di nostalgia degli anziani che hanno vissuto l’esperienza esaltante degli inizi, in quello grato di molti genitori, nel cuore dei ragazzi che continuano a trovare nell’ambiente educativo dell’Oratorio occasioni di sano divertimento e sempre nuovi stimoli spirituali e culturali.

Facciamo in modo che questo mese di Gennaio, dedicato a don Bosco, non scorra via senza che troviamo il tempo per ringraziarlo del tanto bene che ha seminato nelle nostre vite, nelle nostre famiglie, in questa nostra amata terra lambita dalle “placide acque del Piave”.

 

Autore: Wally Perissinotto

1951, inaugurazione del busto marmoreo. Arch. Angelino Battistella

SEGUICI SUI SOCIAL

 

       

 

ORATORIO DON BOSCO  - via XIII Martiri, 86 - 30027 San Donà di Piave (VE) - Tel. 0421 338911