ORATORIO DON BOSCO - San Donà di Piave

Uno dei tanti bellissimi presepi di una Mostra del passato

Concorso Presepi, una tradizione che rende più ricchi i nostri cuori

del 31 dicembre 2020

Scopriamo le radici di una tradizione che continua ad affascinare e coinvolgere…

 

Anche se la pandemia tende a minarne la percezione, l’atmosfera del Natale è ancora nell’aria con la sua carica di sentimentalismo e di contraddizioni. Il trionfo degli eccessi, pur smorzati dalle difficoltà del momento, si scontra con tradizioni che ci riportano all’essenza di questa Festa: un Dio che si fa piccolo per condividere e dar significato alla nostra fragilità.

Il Concorso presepi abita da tempo la nostra memoria collettiva. E’ una bella tradizione che affonda le sue radici (almeno quelle documentate) nel lontano 1942. Un Natale difficile, questo: la guerra non ha ancora varcato la soglia di casa, ma i disagi che genera sono molti e tangibili: all’Oratorio si tenta a fatica di dare copertura all’ala ovest dell’edificio (quella che si affaccia su via don Bosco), ma mancano i soldi e le stesse maestranze visto che i giovani sono impegnati al fronte. In paese le famiglie sono schiacciate dalla paura e dalla crisi economica. 

Come accendere il sorriso dei tanti piccoli che affollano il cortile dell’Oratorio?

Il neo direttore, don Domenico Trivellato, intuisce che solo un altro Bimbo lo può fare… e pensa ad un Concorso Presepi. L’iniziativa mette in moto entusiasmo e creatività, alimenta l’attesa, e non solo per i poveri premi: forse una sciarpa, un paio di zoccoletti, una manciata di caramelle adatte ai denti più resistenti… Anche durante il periodo natalizio successivo si riesce a far visita ai presepi casa per casa… poi l’iniziativa procede a singhiozzo fino a dissolversi.

Ma il fascino del presepe non scompare, né la voglia di promuoverne la valorizzazione. Nel 1985 don Aldo Bort riprende la bella tradizione del Concorso presepi dando vita alla “prima edizione delNostro Presepe. L’iniziativa, organizzata e gestita dal gruppo A.D.S, prosegue con successo fino all’oggi (con la sola pausa del 1993).

Alcune iniziative degne di nota si aggiungono al concorso a partire dalla fine degli anni '90, promosse da don Alberto Maschio con il supporto di un gruppo di genitori ed il patrocinio dell’Amministrazione comunale. Dodici scultori si cimentano in Piazza per ”esprimere la loro arte, traendo dal tronco di pino cirmolo (legno docile dal colore caldo che diventerà rossastro)” il significato più profondo della natività. Opere che arricchiscono ancor oggi la piazza del Duomo durante il periodo natalizio richiamando l'attenzione dei passanti.

Il Centro culturale cittadino ospita negli stessi anni una Mostra internazionale del presepio che raccoglie ampio consenso di pubblico.

L’arte come forma privilegiata di evangelizzazione, dunque. Una proposta che accompagna anche l’inizio del primo decennio degli anni 2000: un capannone allestito nelle adiacenze della chiesa offre ospitalità alle opere di amatori e professionisti provenienti da più parti dell’Italia e del mondo: all’interno di un’affascinante scenografia di diorami artistici, il visitatore viene condotto lungo un percorso ricco di bellezza, di significato e di interazione. Uno splendido modo per entrare in punta di piedi nel mistero del Natale.

Quest’anno l’Oratorio si apre alla novità dello streaming, che combina tradizione e innovazione garantendo una premiazione coinvolgente e in sicurezza.

E’ sorprendente come il presepe continui a conservare nel tempo la sua magia. 

Forse perché mette in scena un copione che ci coinvolge come artisti, come spettatori e come protagonisti. Scene accattivanti che trasudano di Storia ma anche delle piccole storie del nostro vissuto, evocando stupore nei piccoli e, nei grandi, piacevoli sensazioni che rimandano all’infanzia.

Se chiudo gli occhi riesco ancora ad assaporare la fragranza del muschio steso su alture improvvisate, percepisco la morbidezza dell’ovatta che simula i fiocchi di neve, vengo catturata dai personaggi che sembrano raccontarmi la loro storia accendendo la mia fantasia: la vecchia che fila, la donna con la brocca d’acqua raccolta alla fontana, il pastorello che zufula mentre le pecore si abbeverano in uno stagno realizzato con uno specchietto… 

Forse è proprio questo il segreto del Presepe: lasciarsi guidare dallo stupore di occhi innocenti per accorgersi di chi ci sta accanto, di chi condivide la stessa strada. Una strada che porta alla grotta. 

Wally Perissinotto

 

 

 

 

 

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