ORATORIO DON BOSCO - San Donà di Piave

Campo E/G Piandelagotti 2019

del 22 settembre 2019

Due settimane di intense avventure e attente riflessioni nell'isola che non c'è...

Quest’anno il campo E/G si è svolto a Piandelagotti (MO), più precisamente a Ca’ dei Pesci, dal 5 al 17 agosto.

Ciò, però, non sarebbe stato possibile senza alcuni genitori che, nei due giorni precedenti, hanno aiutato l’alta squadriglia (terzo e quarto anno) e i capi nel montaggio del campo.

Il lunedì 5 è arrivato il resto del reparto, e allora è iniziato veramente il campo.

Nel pomeriggio e nel giorno seguente le squadriglie si sono subito messe in gioco nel costruire la propria piazzola, la tenda e l’angolo. Nel frattempo è stato lanciato il tema a noi proposto quest’ anno, ovvero “Peter Pan”, che durante queste due settimane ci ha coinvolto con giochi e sfide nelle sue avventure contro “Capitan uncino” nell’ “Isola che non c’è”.

I primi giorni sono stati faticosi per molti, ma hanno dato la possibilità ai più piccoli di imparare nuove tecniche dai più grandi e soprattutto ci hanno preparato al meglio per tutto ciò che ancora ci aspettava. Il giovedì infatti si è rivelata essere una giornata intensa: dopo l’ispezione, nella quale i capi hanno perquisito gli angoli e le tende per controllare che tutto fosse in regola, siamo tutti partiti per le missioni di squadriglia. Le missioni non sono una semplice camminata, ma un momento in cui ogni singola squadriglia ha l’occasione di prendersi un po’ di tempo per riflettere e per divertirsi. Quest’anno in particolare molte squadriglie hanno ricevuto come destinazione il campo di altri gruppi scout, grazie ai quali hanno potuto osservare e provare “modelli” di scoutismo inaspettatamente diversi, che però hanno lasciato il segno coinvolgendoci nelle loro attività.

Oltre ai giochi e alle varie attività, quest’ anno anche la catechesi è stata molto coinvolgente, in primo luogo per il “filo” conduttore che ha legato i momenti di preghiera, ovvero un riscontro nell’attualità delle scritture: abbiamo letto infatti, oltre ad alcune scritture bibliche, anche episodi o brevi biografie di personaggi vissuti nella realtà pressochè a noi contemporanea. Se ne possono citare alcuni, tra i quali Carlo Acutis, Massimiliano Kolbe… che si sono dedicati agli altri fino in certi casi a dare la vita, portando il messaggio di Gesù nei tempi odierni.

Senza accorgercene era già giunta la metà del campo. La domenica però ci ha riservato una competitiva gara di cucina, nella quale ogni squadriglia ha dato il meglio per cucinare un pranzo prelibato, dopodichè, nel pomeriggio, il quarto anno è partito per l’hike, nel quale hanno avuto ulteriore tempo per rilassarsi e per pensare, ma anche per camminare!

Il giorno seguente è stato rappresentato dal momento per qualcuno più bello del campo e per altri il più difficile: l’hebert. Qui ogni guida ed esploratore è chiamato ad usare tutte le proprie capacità fisiche in un percorso a dir poco faticoso, ma l’importante è farcela e la soddisfazione alla fine ripaga tutte le fatiche!

Martedì abbiamo vissuto uno dei momenti iconici nel mondo dello scoutismo. La sera, dopo una giornata di autogestita, in cui i più “vecchi” hanno preso il posto dei capi nella gestione delle attività, per il secondo anno è arrivato il salto del fuoco. Il termine dice tutto, ma è qui che i diretti interessati scelgono il proprio nome caccia, rappresentato da un animale, pianta o costellazione, al quale viene affiancato un aggettivo scelto dal quarto anno. Questo nome li accompagnerà nella loro vita da scout, ma anche fuori.

Nel mercoledì ci siamo divisi nei due reparti per svolgere la missione di reparto. Dopo bagni nel torrente e splendidi paesaggi ci siamo ritrovati nel pomeriggio e, dopo la catechesi, siamo tornati al campo.

Ormai eravamo giunti alla fine della nostra avventura e venerdì abbiamo smontato gli angoli, le tende e tutto ciò che due settimane prima era stato montato, per poi tornare a Cittanova sabato, dopo un lungo viaggio. Lì ci siamo riuniti con i genitori e dopo un lungo quadrato è terminato il campo.

Certamente l’isola che non c’è non l’avremmo mai più vista, ma l’importante è che ognuno di noi si sia portato a casa qualcosa da questo magnifico campo e che saremo tutti pronti il prossimo anno per ricominciare!

Autore: Simone Paulon

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