ORATORIO DON BOSCO - San Donà di Piave

Modello dell'ala nord con l'ampliamento programmato

C’è aria di ripresa al Cinema don Bosco!

del 27 marzo 2021

Un moderno ingresso, in armonioso contrasto con la struttura storica, permetterà un’accoglienza confortevole e sicura

 

Questo lunghissimo periodo di pandemia ci consegna una quantità travolgente di parole e di immagini che ci costringono a fare i conti con le cifre allarmanti dei contagi e con il timore di una ripresa ancora troppo incerta e lontana. Ora più che mai abbiamo bisogno di segni concreti di rinnovamento e di speranza!

I Salesiani, figli di un Santo che non si è mai arreso di fronte alle difficoltà (nemmeno al dilagare del colera che colpì Torino nel 1854), continuano a sognare in grande, ad investire energie e risorse per il bene dei giovani e della città. A segnare il primo passo di fiducioso ottimismo sarà il nuovo ingresso dello storico cinema Don Bosco, aperto nel 1934 dopo l’acquisto della macchina cinematografica che avrebbe introdotto la novità del cinema sonoro. Prima d’allora, era stata privilegiata l’attività educativa del teatro, anche a costo di sacrificare lo spazio inizialmente pensato per la cappellina, come sembra suggerire l’architettura del corpo finale con torretta, che ospita palco e camerini. L’accesso alla sala, duplice ed interno, era funzionale ad una programmazione pensata per i soli ragazzi dell’oratorio.

Nel 1965 l'ormai famoso Cinema Teatro aggiunge un ingresso su via XIII Martiri. E' un chiaro segnale di attenzione verso le famiglie e di apertura verso il territorio. L’atrio angusto obbliga però il pubblico, almeno nei momenti di massima affluenza, a sostare in fila lungo il marciapiede della strada. Per evitare tale disagio, agli inizi degli anni Duemila, Giampietro Pettenon, economo della Casa, lancia l’idea di un ingresso più spazioso ed accogliente; un progetto lungimirante che viene accantonato per soddisfare impegni più urgenti. Ma nelle Case salesiane nulla ammuffisce nei cassetti: qualche anno fa il direttore don Massimo Zagato, sostenuto da Andrea Ros (responsabile della programmazione) e dall’intera comunità, riprende l’idea e dà avvio al progetto.

Ottenute le approvazioni necessarie, a partire da quella della Sovrintendenza delle Belle Arti di Venezia che ha dettato limiti e posto ragionevoli condizioni, a breve il via dei lavori! E' un’opera che vanta la ricerca di materiali e tecnologie innovative con pareti in vetro anti sfondamento e supporti in acciaio. Una struttura di circa 70 mq, che va a chiudere lo spazio tra i due avancorpi laterali di più recente costruzione, e che garantisce il contenimento dei costi, una installazione veloce ed una buona durata nel tempo.  

Il progetto, firmato dall’architetto Francesco Dal Molin, riesce a fondere l’esigenza di tutelare un bene architettonico prezioso con la necessità di adeguare la sala cinematografica alle aspettative di una  utenza sempre più esigente e numerosa. L’impatto ambientale è reso minimo dalla struttura trasparente che permette di lasciar intravvedere il caldo gioco del mattone anche dall’interno, in quanto la copertura è solo parzialmente opaca; l’ampliamento rende possibile la sistemazione di una doppia biglietteria, di una postazione per la distribuzione di volantini o caramelle e dello spazio necessario per accogliere una trentina di persone con adeguato distanziamento. L’insegna ad arco, sistemata nel 1987, rimarrà a salvaguardia della tradizione, ma ora saranno le luci degli schermi, che reclamizzano la proiezione in corso o in programmazione, ad attrarre i passanti serali. Un richiamo carico di colore che fungerà da manifesto “elettronico”.

Sono tanti gli spettatori fedeli che aspettano con ansia la riapertura della sala e, non tanto e non solo per la qualità degli spettacoli, ma soprattutto per il clima di famiglia che vi si respira. La coordinatrice dei giovani volontari che operano in sala e in biglietteria, Alessandra Sassano, ci tiene a precisare che l’accoglienza è davvero la nota distintiva del Cinema don Bosco. I ragazzi, adeguatamente formati, maturano una disponibilità che si riversa poi, quasi naturalmente, nel quotidiano. Inoltre, la collaborazione con gli adulti (sono in tutto una cinquantina i volontari), permette di intrecciare amicizie solide e significative.

L’attuale direttore, don Nicola Munari, spera di poter inaugurare l’opera di ampliamento prima dell’estate, certo di fare cosa gradita alla città, ai tanti “ospiti” (non clienti!) del cinema … e soprattutto a don Bosco, che fu instancabile promotore di sano divertimento, sempre aperto a qualsiasi novità in grado di attrarre ed educare i giovani, quelli della Torino di un tempo e i tanti che, negli anni, i suoi Figli avrebbero incontrato e amato.

Wally Perissinotto

 

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