SPIEGAZIONE DELLE BANDIERE

Pensando al tema del tempo abbiamo scelto di parlare della danza, in cui uno degli elementi principali è il ritmo ovvero il tempo scandito, che permette a tutti coloro che lo seguono di muoversi in sincronia. Il ritmo però non è elemento essenziale solo nel ballo ma anche in tutta la nostra vita, dal momento in cui percepiamo il battito del cuore nel grembo materno e per tutto il corso della nostra esistenza come continua pulsazione che garantisce vita a ogni uomo. Il nome della nostra squadra d'altronde, "Manawa", in hawaiano significa proprio ritmo. Nella nostra bandiera abbiamo disegnato così due ballerini che, per creare una bella coreografia, devono cercare di essere coordinati e per esserlo devono avere lo stesso ritmo. Ciò però non è facile perché nella vita, così come nella danza, ogni persona ha i propri tempi, i propri punti di forza e le proprie debolezze, molto spesso troppo diverse da quelle degli altri. E non è sempre facile accettarle tutte. Però bisogna sempre cercare di venirsi incontro, nonostante ciò comporti sacrificio, fatica, rinunce...perché andare avanti in due è di certo meglio che andare avanti da soli. Vediamo appunto in questa bandiera la differenza tra i 2 ballerini: la ragazza più in alto rappresenta una persona più sicura di sé, più coraggiosa, con più esperienza, il ragazzo più in basso rappresenta invece una persona un po' più fragile, più insicura, che tende a stare sempre qualche passo indietro. Ma nonostante quest'ultimo faccia un po' rallentare la persona più in alto, questa gli tende comunque la mano e la guida.  Il tocco delle loro mani rappresenta proprio il punto d'incontro che trovano i due ballerini  per creare un'armonia che li faccia andare, insieme, più lontano. Nella loro coreografia, nel loro rapporto, e nella loro crescita.

Il nome della squadra dei gialli è LAIKAS e significa "tempo" in lituano. Anche nella bandiera abbiamo deciso di rappresentare cosa significa per noi il concetto di tempo. Per noi il tempo è un DONO, sia ricevuto in quanto donato all'uomo da Dio, sia un dono fatto ad un'altra persona, nel momento in cui decidiamo di metterci al servizio del prossimo, di donare il nostro tempo a qualcun altro. Nella bandiera il tempo è rappresentato dalla sabbia che scorre all'interno della clessidra, sorretta da due mani più anziane, le quali rappresentano la saggezza di colui il quale ha vissuto più a lungo, ha sperimentato diverse esperienze ed è pronto a donare le proprie conoscenze al suo prossimo. La sabbia infatti rompe la clessidra e ne fuoriesce, ricadendo in parte sul palmo di una mano più giovane, dove germoglia una piantina, e in parte sul terreno. Il tempo scorre dunque come sabbia ma anche come seme (Thomas Merton), ed è proprio questo piccolo granello che rappresenta tutto ciò che è donarsi e fare il bene per gli altri. Dietro al germoglio è presente una luce bianca, la quale indica il dono di Dio per noi, e questo dono comprende anche il tempo. Vivere un momento della nostra vita o vivere nel tempo sono due cose differenti: il momento ciascuno di noi lo possiede nell'istante in cui vive, mentre il tempo non è nostro, ma è di Dio. Il momento passa mentre il tempo rimane. E sta proprio al cristiano, a ciascuno di noi, rappresentati da queste mani che donano e ricevono, vivere ogni momento con la preghiera e vivere il tempo con la speranza e la saggezza.

“Chi ha tempo non aspetti tempo”
Questo proverbio è un invito ad agire subito senza tergiversare.
D'altronde non facciamo altro che desiderare più tempo, perché questo a quanto pare non basta mai e, anzi ci sfugge, poi quando lo abbiamo, non facciamo altro che rimandarlo, con la classica frase "tanto c'è tempo" e cosi perdiamo gli attimi dei quali potremmo arricchirci e arricchire gli altri. Non dimentichiamoci che il tempo perduto non torna più e non potrà mai essere recuperato e con lui tutti quegli attimi e momenti in cui avremmo potuto fare del bene. Quello di domani sarà un altro tempo, ma non certo quello perduto.
Abbiamo scelto un nome in greco proprio perché i greci chiamavano il momento giusto, il momento opportuno con la parola kairos.

Noi siamo dromos. In greco significa “strada”. Ma perché strada? Cosa c’entra con il tempo? La nostra vita è rappresentata da un susseguirsi di passi che chi piano, chi più veloce è portato a percorrere. Questa strada rappresenta il percorso che l’uomo deve compiere nella propria vita. Tale cammino però è composto da cadute, momenti difficili... che sono rappresentati con una strada tortuosa e complicata da percorrere, mentre gli altri attimi,  pieni di gioia e felicità, sono rappresentati da una strada fiorita senza la presenza di alcun ostacolo. È nostro compito cercare un equilibrio tra le due strade che abbiamo rappresentate. Come diceva Einstein “non si può conoscere la luce se non si è visto il buio.” Così noi non possiamo gustare a pieno la felicità se non abbiamo vissuto momenti tristi. Il fine ultimo, dunque, è quello di continuare il proprio cammino verso un futuro che non è certo né sicuro ma come voleva Don Bosco un cammino volto alla ricerca della felicità nel tempo e nell'eternità. Tutti noi siamo impersonati da Alice che come allegoria rappresenta noi umani ... che non conosciamo il nostro disegno di vita. Accanto ad Alice, però, è presente un personaggio bizzarro... “il signore del tempo” Che è vestito di verde. 
Verde come la nostra squadra, verde come la speranza. 
Egli rappresenta una guida per Alice la quale lo tiene per mano per simboleggiare la volontà di ognuno di noi di non perdere tempo, e così lasciarlo andare, ma di tenerlo per mano e farci accompagnare lungo la strada. Insieme a lui ci sentiamo al sicuro anche se ancora incoscienti di quello che verrà! Volevamo rappresentare il tempo come un percorso di vita...  che tutti siamo chiamati a percorrere. Il tempo come strada e momento opportuno. Il tempo come squadra e aiuto. Il tempo come spendersi per gli altri, come essere guida, punto di riferimento. Il tempo come fiducia e cammino. E questo grande orologio, che rappresenta il tempo e il futuro di ognuno di noi, è mosso da degli ingranaggi che rappresentano tutto ciò che ci circonda e che muove e che cambia il meccanismo della nostra vita.

Noi rossi nella nostra bandiera abbiamo voluto rappresentare la metamorfosi del bruco che diventa farfalla. Il bruco rappresenta ognuno di noi, che lungo il tempo della nostra vita viene accompagnato da Dio, rappresentato dalle mani. Le mani rappresentano però anche i genitori, animatori, insegnanti, educatori che ci accompagnano nella nostra vita e ci aiutano a rinascere in una bellissima farfalla. 
Il nostro invito è proprio quello di vivere la vita con pienezza e a volte per fare ciò bisogna fare fatica proprio come il bruco che si sacrifica attraverso la crisalide. È un sacrificio che vale la pena fare per trovare la felicità vera, eterna... realizzarsi e non perdersi nelle  superficialità. Nello sfondo abbiamo rappresentato il sole e la luna, per ricordarci che il tempo passa e non aspetta nessuno e indirettamente ci chiede di cercare ogni giorno il meglio che c'è in noi, senza perdere tempo. Il nostro nome MASIKA significa primavera. La stagione in cui la natura si risveglia e tutto rinasce, proprio per invitarci a far sbocciare la nostra vita. Renderla una primavera.

ORATORIO DON BOSCO

San Donà di Piave (VE)
via XIII Martiri, 86
T 0421 338911

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