ORATORIO DON BOSCO - San Donà di Piave

Apre l'oratorio "a distanza"!!

del 14 marzo 2020

In questo periodo di emergenza nazionale e globale, i salesiani e gli animatori dell'oratorio sentono la necessità di ripensarsi in una veste nuova, che sfrutti le enormi potenzialità della rete e dei social. Ecco che nasce il progetto "OaD - Oratorio a Distanza". Scopriamo insieme di cosa si tratta...

 

Lo stiamo sperimentando sulla nostra pelle senza aver scelto di viverlo, ma accettando di starci dentro: stiamo parlando dell'emergenza causata da Covid-19, che ormai quasi da una settimana, a partire dall'entrata in vigore dell'ultimo Decreto del Consiglio Dei Ministri, vede l'Italia tutta vivere una situazione nuova, del tutto particolare, che necessita di nuove forme di interazione e di prosecuzione delle molteplici attività, siano esse lavorative o ricreative. Bisogna partire da un dato imprescindibile quando ci apprestiamo a formulare un'analisi circa il momento di forte crisi che stiamo vivendo: chi l'avrebbe mai detto che, in un mondo dove fino a qualche settimana fa ciò che contava veramente sembrava essere la messa a punto della bomba atomica, Just Eat e la quotazione in borsa sempre crescente da parte di Amazon, la necessita più pressante da parte dell'uomo mutasse ben presto nella ricerca medico-scientifica della messa a punto di un vaccino e nella prevenzione del contagio di un virus? Noi esseri umani, gli "invincibili", noi che scriviamo poesie, cantiamo canzoni, amiamo, brindiamo per festeggiare un evento, lavoriamo...com'è possibile che anche noi cadiamo vittime del microscopicamente piccolo nel macroscopico? Gli esercizi commerciali chiudono, il "dio denaro" s'indebolisce, sentiamo l'esigenza che (ri)nasca una comunità più forte, cementata da valori nuovi, riscoperti e coltivati: quelli dell'unità, della compatezza, della vicinanza, virtù che ci rendono, inevitabilmente e fortunatamente, uomini e donne "di carne", non ideali.

Nella straordinarietà di una vita impegnata, condivisa con gli amici, gli affetti più cari, straordinariamente intessuta delle trame del nostro lavoro, delle attività che ci rendono vivi e del calore emotivo che ne deriva, non possiamo permetterci il lusso (badate bene, fino a che punto possiamo effettivamente parlare di "lusso"?) di fermarci. E' proprio in quest'ottica di presa coscienza di una situazione nuova e del successivo ripensamento della nostra quotidianità che nasce "OaD - Oratorio a Distanza". Un format nuovo e, dunque, sperimentale, il cui senso è quello di raggiungerci nelle nostre case per non porre fine a una condivisione profonda fra la realtà sociale dell'oratorio e le singole vite di ognuno.

L'oratorio a distanza propone ai ragazzi modi buoni e fecondi per poter vivere questi giorni in cui il tempo a disposizione per far fruttare le proprie passioni, così come lo studio serio e produttivo nonchè le relazioni familiari e amicali, aumenta a dismisura. L'aumento del tempo a propria disposizione si accompagna inevitabilmente al rischio di un appiattimento generale della propria quotidianità, cedendo il posto all'accidia. Ecco, dunque, che la comunità salesiana, assieme agli animatori, ha pensato a un modo per far sì che ciò non avvenga: attraverso strumenti preziosi, che stiamo riscoprendo nelle loro potenzialità proprio in questa situazione di emergenza, quali Google Meet e i vari social (in particolare Instagram e Whatsapp), l'idea è quella di proporre a coloro che lo desiderano un "piano di battaglia" per poter sconfiggere la noia. Il tutto è declinato in 3 dimensioni: quella caritativa (con ripensamento in via telematica, assieme ai ragazzi, delle future attività della Proposta Estate 2020 e la messa a punto di una serie di atteggiamento volti al servizio a casa durante questi giorni) e quella culturale (proposta bisettimanale di visione di alcuni film e di lettura di libri, oltre che di pubblicazione di poesie, articoli di giornale e album musicali, per vincere la pigrizia e per poter crescere anche attraverso delle buone letture e dei buoni film). Non manca la dimensione più spirituale, con l'invio giornaliero su WhatsApp del Vangelo del giorno ai ragazzi e la richiesta di un loro commento, di una frase particolarmente significativa che li ha colpiti, da poter condividere con tutti nel gruppo WhatsApp. A queste attività si accompagnano alcuni momenti di "ricreazione virtuale" tramite gruppi appositi su Google Meet, dove i ragazzi, seguiti dai salesiani e dagli animatori, si ritrovano in videochiamata durante la giornata per un piccolo momento di break dallo studio e per giocare insieme. Molti giochi, infatti, si possono proporre in questa sorta di "salagiochi online", proprio perchè l'utilizzo della videochiamata permette di interfacciarsi con i ragazzi e di limitare, per quanto possibile, la frontalità.

Un progetto nuovo, dunque, e ancora agli esordi ma che sicuramente si declinerà nei suoi molteplici aspetti solo grazie al tempo. Giorno per giorno, infatti, il format sarà ripensato e ampliato grazie a riunioni telematiche fra gli organizzatori. Possiamo dire, inoltre, che tutte le attività di connessione a distanza che sta portando avanti l'oratorio costituiscono, di fatto, la declinazione su più fronti di questo oratorio a distanza, anche a seconda delle fasce d'età: la condivisione del momento di preghiera nei vari gruppi WhatsApp, penso ad esempio a quello del Consiglio dell'Oratorio, è sinonimo del fatto che lo spirito di comunità non finisce con la rapida ascesa della curva epidemiologica di un virus, ma che anzi siamo noi, con la forza della progettualità, che lo sconfiggeremo.

L'oratorio a distanza è stimolo a non fermarci, non possiamo permettercelo. Ogni tanto in questi giorni, visti anche i miei 20 anni, penso a come sarà il prossimo aperitivo al bar con i miei amici, il primo passata l'emergenza, così come la prima passeggiata con loro e con le persone a cui voglio bene. Non vedo l'ora che ciò avvenga: secondo il mio personalissimo punto di vista, respireremo un clima diverso, assaporeremo un nuovo entusiasmo, saremo pronti a rischiare una volta per tutte anche in quelle situazioni che ci hanno fatto vacillare, in cui siamo rimasti un po' stagnati per quella quotidianità vissuta ma non pienamente assaporata prima dell'avvento del virus. E' importante restare desti, dunque, vestirsi anche a casa come se dovessimo uscire fuori, cercare nella difficoltà, io per primo, di darci degli orari e dei tempi, dei ritmi, anche se non è semplice.

Con la consapevolezza che è bello riunirsi insieme, senza divisioni, nell'apprezzamento e nella (ri)scoperta prima di essere italiani, e poi di essere cuori pulsanti, vivi, di un unico grande geoide in cui siamo tantissimi.

 

Autore: Giando

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