Oratorio don Bosco - San Donà di Piave (VE)

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La pietà

a) L’ADS prega ogni giorno creando un dialogo semplice e familiare con Gesù, come da amico ad amico;

b) L’ADS sa che, senza preghiera, tutto ciò che vive perde di significato;

c) L’ADS ama: l’Eucaristia, la Beata Vergine Maria e il Papa.

L’ADS sa che la bontà e la bellezza della vita sono date dalla qualità e dall’intensità dei rapporti che vive, soprattutto nel rapporto con Dio, che incontra, vivo, quotidianamente nell’Eucarestia, nella Riconciliazione e con l’aiuto della Vergine Maria.

L'apostolato-evangelizzazione e servizio

a) L’ADS si rende disponibile verso gli altri perché ritiene bello e necessario fare del bene a chi è nel bisogno ed è consapevole che il bene più grande è far conoscere Gesù;

b) L’ADS sa che mettersi a servizio di qualcuno significa imitare Gesù;

c) L’ADS non cerca gesti eroici, ma compie bene il suo dovere quotidiano così da dare una testimonianza semplice del proprio essere figlio di Dio;

d) Tipico dell’ADS è prendersi a cuore i giovani più poveri e in difficoltà (realmente giovane per i giovani).

L’ADS ha sperimentato che delle persone più grandi si sono messe a sua disposizione e gli hanno fatto conoscere Gesù, così si mette al servizio dei compagni e dei più piccoli. Lo fa nella piena gratuità e anche nel nascondimento.

Allegria, gioco e fraternità

L’ADS fa consistere la santità nello stare molto allegri. Per questo, ama giocare non solo per divertirsi, ma per rendere felici anche gli altri; giocando impara la bellezza di vivere con passione e valorizza l’importanza delle regole.

L’ADS sa che giocando, i rapporti si alimentano, si mettono alla prova virtù quali: lealtà, generosità, capacità di collaborazione e pazienza.

La comunità

a) L’ADS fa parte di un gruppo perché è cosciente che solo nella relazione diventa persona, scoprendo la sua somiglianza con Dio Trinità;

b) L’ADS sa che può trovare nei suoi compagni di gruppo un punto di riferimento e di appoggio; c) L’ADS è contento quando qualcuno può trovare in lui ascolto, aiuto e conforto.

Gli ADS credono che, con l’aiuto di Dio, condividendo capacità personali ed esperienze, il mondo intorno a loro migliora.

L’esperienza del «raggio» (scambio profondo del proprio vissuto nell’incontro con Cristo) è una forma privilegiata di condivisione.

L'appartenenza ecclesiale

a) L’ADS si inserisce nella propria comunità ecclesiale (parrocchiale o diocesana) di appartenenza;

b) L’ADS partecipa nella propria realtà all’Eucaristia settimanale, nutrendosi della Parola di Dio e affidandosi a Maria;

e) L’ADS mette a disposizione le proprie capacità, senza la ricerca continua di esperienze intimistiche;

f) L’ADS accoglie l’esempio di coloro che, più avanti nel cammino, testimoniano una fede robusta e spesso sofferta.

L’appartenenza al carisma salesiano

a) L’ADS matura l’appartenenza al Movimento Giovanile Salesiano (MGS) e alla sua spiritualità, attraverso l’approfondimento della vita di Don Bosco e Domenico Savio e attraverso la partecipazione sia alla realtà locale che ispettoriale;

b) L’ADS partecipa alle proposte ispettoriali, sia per ricevere una formazione, quanto per offrire un servizio e una testimonianza;

c) Ai giovani più sensibili a livello di fede e di servizio, si offre la possibilità di partecipare ai cammini vocazionali ispettoriali;

d) All’interno del cammino ADS, si offre un confronto sia con la figura del salesiano consacrato, sia con quella del salesiano cooperatore. Quest’ultima figura è proposta particolarmente ai giovani adulti che hanno terminato il loro cammino nel GR.

Lasciarsi guidare

a) I gruppi ADS, dai più piccoli ai più grandi, sono sempre accompagnati da animatori;

b) L’ADS sa che può sempre trovare appoggio, confronto e correzione nel proprio animatore;

c)L’ADS cerca il confronto e il consiglio di chi ha più esperienza di lui;

d) Crescendo con l’età, il semplice confronto diventa direzione spirituale strutturata e regolare.

L’ADS sa che si impara a vivere guardando chi ha camminato prima di sé, e soprattutto, imparando a scoprire e comprendere la volontà di Dio.

Il rapporto con i genitori

L’educazione integrale ed efficace del ragazzo esige sintonia tra gli educatori e le famiglie, per questo è fondamentale:

a) un confronto, il più costante possibile, fra genitori e animatori responsabili sull’andamento del ragazzo/a sia nelle attività, che in famiglia, quanto in oratorio;

b) comunicare agli animatori, soprattutto per i ragazzi più piccoli, la mancanza di partecipazione alle riunioni o appuntamenti straordinari etc.;

c) creare un gruppo famiglie.

La promessa

La Promessa è un gesto pubblico che segna l’inizio di un cammino ADS vero e proprio. Essa non è un traguardo o un premio, ma il dire apertamente il desiderio di camminare nella santità sulle orme di San Domenico Savio. La Promessa è unica e va rinnovata ogni anno. Per valorizzare la crescita dei ragazzi e la sempre più matura appartenenza all’associazione, ad ogni passaggio di età vengono proposti degli obbiettivi nuovi che al momento del rinnovo della promessa e del cambio del foulard vengono assunti con una firma dal ragazzo. Il testo della promessa e gli impegni conseguenti sono stampati su un apposito tesserino, che funge da tessera per gli ADS. La promessa mostra un particolare impegno di fede secondo il carisma salesiano, per questo è opportuno celebrarla all’interno dell’Eucarestia. È inoltre opportuno vivere la Promessa ADS o il 8 dicembre o il 6 maggio.

Oratorio don Bosco


via XIII Martiri, 86

30027 San Donà di Piave (VE)
Tel. 0421 338911