Allarme degli insegnanti: i bambini non sanno più fare la capriole

del 23 ottobre 2017

"Adolescenti che, invece di trascorrere del tempo all'aria aperta o praticare dello sport, preferiscono giocare con i videogame o, ancor peggio, mangiare davanti alla tv"

Oltre il 20% dei bambini in provincia di Pordenone non svolge regolarmente attività motorie nel tempo libero e circa un minore su dieci non le pratica neppure a scuola per mancanza di spazi attrezzati o perché non previste nel programma scolastico. Sono soltanto alcuni dei numeri contenuti all'interno di una ricerca realizzata da Ipsos che testimoniano come a livello nazionale la sedentarietà di bambini e ragazzi abbia raggiunto livelli preoccupanti. Adolescenti che, invece di trascorrere del tempo all'aria aperta o praticare dello sport, preferiscono giocare con i videogame o, ancor peggio, mangiare davanti alla tv. In questo contesto non si distingue di certo la Destra Tagliamento, che a livello regionale rischia di diventare maglia nera. Più della metà degli studenti che frequenta la scuola primaria, infatti, non sa fare una capriola. Un gesto (apparentemente) semplice che, invece, diventa il più delle volte un problema. È così che una capovolta in avanti si trasforma in un'impresa, con ragazzini che si contorcono e si bloccano. E quando va bene si accasciano su un fianco. Ora tablet, smartphone e computer hanno 'rubato'' il posto alla palla piuttosto che alla corda.

«Sin dall'età evolutiva - afferma Roberto Belcari, coordinatore dell'Ufficio provinciale di educazione fisica - lo sviluppo armonico dell'organismo viene favorito da un'attività fisica condotta con regolarità, mentre la sedentarietà precoce crea i presupposti per l'insorgenza della cosiddetta malattia ipocinetica». Ciò significa che un bambino che non pratica alcuno sport è soggetto a sviluppare tutta una serie di patologie: dall'ipotrofia ai muscoli scheletrici all'alterazione del sistema cardio-respiratorio. «In questo contesto sottolinea Belcari il Friuli Occidentale svetta ai vertici per numero di studenti incapaci a svolgere correttamente una capriola o a portare a termine una prova di resistenza. Un tempo la capovolta si apprendeva in maniera naturale giocando, tra i 6 e gli 8 anni, dopo aver imparato a rotolare e strisciare. Doverla insegnare a ragazzi di 11-12 anni, che pesano già 40 chili, significa recuperare un ritardo». 

Autore: Il Gazzettino (Pordenone)

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