ORATORIO DON BOSCO - San Donà di Piave

don Germano con i ragazzi di Pordenone

A tu per tu con don Germano Colombo

del 23 marzo 2018

Il nostro salotto virtuale dell'angolo della Storia ospiterà oggi don Germano Colombo, attualmente Direttore della Comunità salesiana di Pordenone.

 

Oggi abbiamo l'onore di avere con noi don Germano Colombo, testimone e protagonista della vita oratoriana degli anni Novanta. Recuperandone il ricordo, vogliamo sottolineare la sua personalità solare e positiva, capace di generare immediata simpatia, la cordialità nei rapporti, l’accoglienza calorosa che regalava la gioia di stare in famiglia. 

 

E’ un piacere incontrarti don Germano! Cominciamo a parlare di te, della tua storia, della tua vocazione: perché hai deciso di diventare salesiano?

Sono nato a Chioggia (VE) nel 1950 e sin da piccolo (6 anni), assieme a mio fratello, ho frequentato l’Oratorio salesiano. L’ambiente salesiano era per me affascinante: ricco di giochi, di gruppi, di proposte e anche di opportunità di uscire dalla povertà del dopoguerra (refezione quotidiana e vestiti, in occasione della festa di don Bosco). Inoltre, all’Oratorio c’erano dei preti interessanti, simpatici e allegri; sempre disponibili all’ascolto e a lasciarsi coinvolgere nei vari divertimenti. Era bello vederli alzare la talare e, con grande gioia, vederli giocare a calcio o a palla guerra, ecc….Sono proprio loro, con le loro proposte di vita cristiana, discrete e puntuali, che mi hanno invogliato, diventato ormai capace di uso di ragione, a “diventare come loro” (così dicevo allora!!). Fu così che arrivato in terza media mi proposero di andare nell’Aspirantato (si chiamava così ed era una sorta di seminario minore) di Castello di Godego per “vedere se mi piaceva” … Mi è piaciuto e … ora sono qui, salesiano da quasi 50 anni!

 

Quanto è ancora viva in te la forza di quella chiamata?

Ho capito più tardi che ciò che mi piaceva era una vocazione; cioè ho capito che Dio aveva pensato a me per farmi felice. Tante volte mi sono chiesto che cosa sarebbe stato se le cose non fossero andate così come sono andate … Sarei stato felice, magari formandomi una famiglia, curando i miei interessi professionali, economici, familiari? Chissà … forse sì …o forse no …  Ma il Signore scrive dritto anche sulle righe storte ed ora sono pienamente felice di aver speso la mia vita a servizio di Dio e della Sua Chiesa, nella Congregazione salesiana. Sento ancora molto forte l’attrazione per il Regno e ogni giorno, all’inizio della giornata, come i buoni cristiani, dico: “…Ti offro le azioni della giornata, fa’ che siano tutte secondo la Tua santa Volontà …”, perché neanche un istante della mia giornata sia spesa per me, bensì per Dio e per i giovani a cui Egli mi ha mandato e mi manda.

 

A San Donà hai svolto diversi ruoli e promosso svariate iniziative. A quali esperienze guardi oggi con maggior soddisfazione? Fra le tante, ci piace ricordare il lancio del giornalino "Don Bosco Notizie", oggi riproposto in formato digitale...

Era il settembre del 1992 quando, dopo una lunga esperienza all’Oratorio-Parrocchia di Trieste, dove mi ero trovato veramente bene,  l’obbedienza mi ha fatto approdare a San Donà di Piave, come direttore. Ricordo che avevo tanta paura, mi sentivo inadeguato e impreparato, ma avevo fiducia che il buon Dio e miei confratelli mi avrebbero accompagnato e i “sandonatesi” mi avrebbero aiutato ed incoraggiato. Così è stato. Ho trovato una vera famiglia che mi ha “compatito” e sostenuto, nonostante i miei limiti e i miei errori: un Oratorio vivacissimo e ricco di proposte, di gruppi, di fantasia; un CFP che era appena stato ristrutturato e tanti bravi collaboratori/trici e magnifici ragazzi. Certo non sono mancati gli errori, ma non è mai mancato l’entusiasmo e il desiderio di fare il meglio possibile perché il fantomatico “Oratorio più bello del mondo” si conservasse tale. Non ho fatto grandi cose (il giornalino è ben poco!!), ho fatto quello che sapevo e potevo fare, ma mi sono “incarnato” il più possibile in quella realtà con entusiasmo e ne sono stato felice. Non sono mancate le difficoltà, in tutti gli ambiti, forse anche per la mia inesperienza, ma ho amato con tutto il cuore l’ambiente e le persone, nel nome di Don Bosco e con lo stile salesiano. Sono molto soddisfatto della mia esperienza di direttore del CFP e di quella vissuta con gli Scout (la CoCa, i campi, le route, ecc…). Sono riconoscente e orgoglioso per i confratelli di cui era ricca la mia comunità e per la loro intraprendenza ed impegno educativo … Insomma, sei anni (il tempo di un mandato di direttore) sono passati in fretta e mi sono trovato a mio agio sempre.

 

Quali ricordi conservi, in termini di volti e di relazioni, dell’oratorio notoriamente definito il “Più bello del mondo”?

Quanti bei ricordi, nel complesso, ma soprattutto quanti volti sorridenti e allegri, ricchi di simpatico humor e sinceramente cristiani, con i quali ho cercato di stringere delle buone relazioni e collaborazioni educative!! Ricordo le bellissime PER e la ricchezza di Animatori che le rendevano possibili e salesianamente educative … Ricordo l’Oratorio il venerdì sera, pieno di giovani intenti nei loro gruppi a ricercare il senso autentico della loro vita, attraverso la formazione umana e cristiana che veniva impartita (CoCa, GR, ecc….); ricordo i volti di tanti ragazzi del CFP che mi davano la chiara percezione che stavo spendendo il mio tempo per i poveri (sotto tutti i punti di vista!) e per chi ne aveva veramente bisogno, ma anche la soddisfazione di assistere al loro inserimento nel mondo del lavoro, con vero profitto. 

Di tutto e per tutti i volti e i nomi che sono scritti nel mio cuore, ringrazio il Signore. 

 

E noi ringraziamo te per questa testimonianza che va ad aggiungere un importante tassello alla storia che stiamo ricostruendo; una storia fatta di volti, di voci, di tracce su cui si innestano i percorsi innovativi del presente e del futuro.

 

Autore: Wally Perissinotto

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