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A tu per tu con don Bruno Canova

del 1 giugno 2018

Direttore “storico” del CFP, don Bruno Canova ci presenta uno spaccato di vita oratoriana a cavallo tra gli anni Settanta e Novanta. Un’intervista tutta da assaporare!

 

Abbiamo oggi con noi don Bruno Canova, un salesiano che ha contribuito a scrivere un lungo tratto della storia del CFP. Sarà un’ottima opportunità per recuperare informazioni e ricordi custoditi nella memoria collettiva; questo processo è necessario per rafforzare il nostro senso di appartenenza ed edificare su base solide il futuro. Con questo spirito, diamo il via all’intervista:

Caro don Bruno, è un piacere ospitarti in questo spazio riservato della nostra Redazione on line. Ti chiediamo innanzitutto di presentarsi: chi sei, quale attività svolgi, quali sono state le tappe del tuo cammino?

Ormai 76nne, sono occupato in momenti di assistenza ai giovani del CFP e dell’ITI dell’Istituto “Bearzi” di Udine e, con impegno di tempo maggiore, nel ministero pastorale presso le parrocchie della zona di Tarcento e presso il Monastero di Clausura di Attimis. Al “Bearzi” sono ritornato nel mese di settembre 2011. Venivo dalla Sede Nazionale del CNOS-FAP di Roma dove avevo svolto per nove anni l’incarico di amministratore nazionale. Prima di allora sono stato a Gorizia e poi nella formazione professionale come formatore nelle materie scientifiche al“Bearzi” e a San Donà di Piave e a seguire direttore del CFP di San Donà di Piave (1984-1994) e di Udine.

 

L’esperienza che hai maturato nell’ambito della Formazione professionale è notevole. Puoi dirci quanto sia importante, ancora oggi, far affidamento sulle indicazioni di don Bosco per combattere la dispersione e l’insuccesso scolastico?

Don Bosco aveva intuito che il lavoro era lo strumento più idoneo per aiutare il giovane a progettare la sua vita. Di qui la sua attenzione a proporre iniziative che invitavano il giovane a misurarsi con questa realtà. La proposta è attualissima. Educare al lavoro attraverso la formazione professionale è riproporre quanto faceva don Bosco ai suoi tempi. Una delle affermazioni che fa ormai parte del vocabolario di chi opera nella formazione professionale è la seguente: i giovani della FP “hanno l’intelligenza nelle mani”. Se questo principio viene riconosciuto e accettato, la FP aiuta davvero i giovani, oggi, ad uscire dalla morsa della dispersione scolastica e dalle bocciature.

I monitoraggi recenti dicono come la proposta della formazione professionale è una risposta perché i giovani trovano questa offerta allettante e con un’alta capacità motivazionale. Sono molti i giovani che conseguita la qualifica, tendono a “continuare” nella formazione puntando sul quarto anno, sulla specializzazione (IFTS) e sull’alta specializzazione (ITS). Per quest’ultima si tratta ancora di una minoranza. E’ significativo, però, che nelle Regioni che hanno attivato questa filiera si intravedano i primi risultati. La scelta della IeFP sta diventando sempre più una scelta e non un ripiego, come è avvenuto per decenni; il raggiungimento della qualifica o del diploma professionale registra percentuali molto elevate (contrariamente ai percorsi scolastici che registrano alte percentuali di dispersione); il livello di occupazione è alto, pur in un contesto di crisi diffusa. Risulta che più del 50% degli allievi che hanno conseguito la qualifica professionale ha un lavoro stabile dopo pochi anni dal conseguimento della qualifica.

 

A San Donà hai rivestito per dieci anni il ruolo di direttore del Centro di Formazione Professionale. Ti ricordiamo gradito ospite alla celebrazione del Cinquantesimo. Quali ricordi, in termini di attività, di volti e di relazioni, conservi nel tuo cuore?

Ho vissuto a San Donà per 17 anni consecutivi (1977-1984). Sono stati anni entusiasmanti per persone incontrate, per attività avviate e novità introdotte nel CFP.

2007, inaugurazione della mostra del Cinquantesimo del CFP

Sono arrivato a San Donà quando era direttore don Alberto Trevisan, figura mitica per quelli anni. Come direttore dell’Oratorio e del CFP ha lasciato la sua impronta e il suo entusiasmo. 

Il mio incarico era insegnante e aiuto in amministrazione a don Tarcisio Del Fabbro. Al succedersi dei direttori (don Carlo Zanon e don Aldo Bort) ho continuato nell’insegnamento e iniziato a preparare gli allievi del terzo anno del CFP all’esame integrativo presso un IPSIA (Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato) per rientrare nel mondo della scuola nella classe quarta. Preziosa e insostituibile la collaborazione dei docenti laici, in particolare quella di Gianfranco Pavan, persona indimenticabile. 

Nel 1984 mi è stato dato l’incarico di direttore del CFP. Per la prima volta veniva disgiunta la direzione dell’Oratorio da quella del Centro Professionale. Dal 1984 al 1994 nel CFP ci sono stati avvenimenti importanti: ricordo in particolare l’assunzione di una segretaria (Anna Maria Maschio) per seguire la contabilità e i registri di presenza degli allievi. La burocrazia della Regione richiedeva competenza e continuità di servizio che venivano garantiti dalla capacità della persona assunta. Sono state inaugurate aule di informatica (computer Olivetti e Apple) utilizzate dagli allievi del Centro e, nei corsi serali, dagli adulti che miravano a una alfabetizzazione informatica. Successivamente si sono svolti corsi di CAD e di programmazione al tornio di controllo numerico. La prima aula di informatica è stata realizzata quando era direttore don Carlo Zanon

Le attrezzature nei laboratori di meccanica e di elettricità/elettronica negli anni sono state aggiornate e migliorate. L’arrivo del tornio a controllo numerico e l’uso dei PLC nel settore elettrico-elettronico hanno aperto il Centro alle nuove tecnologie che nel mercato del lavoro erano ormai da tempo presenti. Gli insegnanti di laboratorio (Pavan, Buso, Onor, Cappelletto, …) dei diversi settori si sono impegnati a un continuo aggiornamento che ha permesso di preparare all’inserimento nel mondo del lavoro i giovani del CFP e rispondere a richieste di corsi di aggiornamento degli adulti

È stata messa a regime la preparazione degli allievi del terzo anno del CFP a rientrare nel mondo della scuola. L’iniziativa, negli anni, ha sempre avuto una crescente adesione. I genitori degli allievi appoggiavano e sostenevano, anche con sacrificio, la preparazione all’esame integrativo.

Prezioso, per le indicazioni e gli interventi presso i ragazzi e i genitori, è stato il servizio di Orientamento garantito dagli psicologi salesiani don Paolo Penzo e don Guerrino Bordignon che avevano gli uffici e la sede del Centro psico-pedagogico all’interno dell’Oratorio “Don Bosco”

Memorabile è stato il lavoro di ristrutturazione interna dei capannoni del Centro Professionale nell’estate del 1992. I lavori intrapresi hanno “rivoluzionato” l’intera disposizione interna degli ambienti. Seguendo le indicazioni e richieste dei docenti i laboratori hanno avuto una loro propria collocazione. Sono state individuate aule per la teoria, per le riunioni, una sala studio, spazi per la segreteria e per la direzione. Il CFP si è rinnovato totalmente sorprendendo quanti arrivavano o ritornavano dopo anni al Centro.

1980, don Bruno con la Comunità salesiana

Ho un grato ricordo della Comunità salesiana presente all’Oratorio nei 17 anni della mia permanenza a San Donà. Tra i 5 direttori che si sono succeduti, voglio ricordare don Piergiorgio Busolin a cui va riconoscimento e gratitudine. E poi tra i tanti salesiani, tutti meriterebbero un ricordo speciale per la ricchezza di umanità, di salesianità e spirito di preghiera: Domenico Venier, Antonio De Munari, Carlo Burattin, don Giuseppe Scaranto (una istituzione e una memoria storica dell’Oratorio), don Tarcisio Del Fabbro (da pensionato parte coraggiosamente per la Bolivia), don Paolo Penzo, don Ivo Ferrari, don Aldo Recluta, Luigi Aldegheri, ...  

La lista dei nomi che ho in mente è lunga ma di tutti conservo il ricordo e, cosa forse meglio gradita, di tutti e di ciascuno è fissata la memoria nel mio cuore.   

Grazie, don Bruno, per la dettagliata ricostruzione che ci hai offerto, per la disponibilità e per l’affetto che ti lega ancor oggi al nostro Oratorio. Ti aspettiamo presto!

 

Autore: Wally Perissinotto

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